Rete civica Iperbole

Strada porticata di Galliera

 

L'origine del nome “Galliera” è antico: l'attuale tracciato urbano ricalca perfettamente un'antica via romana denominata “Galeria”, che ripete quello della località di Galliera (castrum Galeria), ora comune della pianura bolognese a cui la strada conduce. Gli estimi del 1296-97, infatti, citano il “Burgus Galerie” come percorso obbligato verso vie di navigazione, in quanto in località Galliera c'era un antico porto fluviale collegato direttamente con il Po. La strada dava accesso alla cattedrale di San Pietro, già presente in epoca paleocristina.

L'area è stata interessata da una densa stratificazione di antichi manufatti: in corrispondenza dell'attuale via Manzoni la presenza della prima cerchia urbana in pietra selenite e delle fortificazioni ad essa attestate ha definito in modo stabile la configurazione dei luoghi. Il dislivello planimetrico, che si accentua nella parte terminale fino all'incrocio tra le vie Manzoni e Galliera, fino a diventare una vera e propria salita in corrispondenza di via Porta di Castello, denuncia l'assetto delle costruzioni dopo la distruzione del Castello (Palatium), sede del potere imperiale, nel 1115.

Un'importante opera edilizia è stata intrapresa tra il XV e il XVI secolo dalle più ricche famiglie bolognesi, le quali crearono spazi che manifestassero il loro status nella società. Il mezzo per raggiungere l'obiettivo fu quello di ingaggiare i più famosi architetti del tempo, affinché questi ne curassero le forme e gli assetti. Il portico, in linea con i regolamenti urbanistici, fu elemento sempre presente nella struttura architettonica, eccezion fatta per il Palazzo Aldrovandi Montanari, situato al civico n. 8. Il suo è un esempio di edificio che si affranca dai circostanti: il portico presente fino al diciottesimo secolo fu inglobato nello spazio privato e sostituito da una facciata monumentale progettata dal Torreggiani. Il progetto fu possibile solo grazie all'intercessione del cardinale committente che si rivelò disposto a pagare una sanzione. Questa azione singolare di eliminazione del portico da un edificio, in controtendenza allo Statuto, conferma quando l'elemento architettonico fosse mezzo con il quale trasmettere alla società la potenza di un privato sul pubblico (come successe anche per il palazzo Davia Bargellini in Strada Maggiore).

Fino all'Ottocento via Galliera è stata la strada più nobile di Bologna poiché percorso obbligato per tutti quei visitatori in ingresso da settentrione. Successivamente con la riforma toponomastica del 1873-78 e la creazione di via dell'Indipendenza, via Galliera venne ristretta alla estensione attuale e suddivisa in due tratti generando l'attuale via Manzoni.