Rete civica Iperbole

Portici di Piazza Cavour e via Farini

 

L’epoca post unitaria, fino all’inizio del 1900, fu particolarmente vivace per Bologna. Qui , come in molte altre città italiane, sull’onda delle riorganizzazione delle grandi capitali europee (Parigi, Vienna ad esempio), ebbe luogo una fondamentale ristrutturazione urbanistica, sostenuta sia da una nuova emergente spinta speculativa, sia da impeti rinnovativi dettati da un positivismo igienista. Il principale artifice di questa trasformazione fu Coriolano Monti, ma vi contribuirono anche Antonio Zannoni, Antonio Cipolla e Giuseppe Mengoni. 

La costruzione di via Farini risale al 1860, subito dopo l’abbandono della città da parte delle truppe austriache. Il tracciato ha origine da un’accurata operazione urbanistica che unificò, rettificandoli, quattro tronchi stradali consecutivi: il tratto da Piazza Galvani a Piazza de’ Calderini, che si chiamava Via degli Ansaldi poichè vi si trovavano le case dell’omonima famiglia e la chiesa di S. Andrea degli Ansaldi o delle Scuole, perché intorno ad essa si trovavano per lungo tempo, prima della costruzione del palazzo dell’Archiginnasio, molte delle scuole dello Studio bolognese.

 Piazza Cavour fu pensata per dare un giusto respiro e dignità agli edifici sedi delle nuove istituzioni nazionali e locali, in particolare le banche. L’area della piazza in origine era occupata dal Palazzo Labella e da Casa Benati, che terminava sulla via Sblisgapianelle, prosecuzione dell’attuale via de’ Poeti. Nel gennaio 1860, pochi mesi prima dell’effettiva annessione di Bologna al Regno di Sardegna, il commissario Luigi Carlo Farini incarica del progetto della piazza l’ingegnere capo del municipio Coriolano Monti. Monti stabilì la forma regolare della piazza e la presenza obbligatoria dei portici. L’impianto del giardino, invece, venne affidato nel 1870 al torinese Pietro Ceri, che realizzò secondo i canoni dell’epoca una piazza giardino di forma regolare, con aiuole e vialetti cinti da una cancellata. Nel 1902 vi fu collocata la statua a mezzobusto di Cavour, opera di Carlo Monari.