Rete civica Iperbole

Portici del Baraccano

 

Il Complesso Monumentale del Baraccano è un insieme di edifici storici di natura civile e religiosa che si trova in un'area prospiciente ai Giardini Margherita. Fanno parte del complesso il santuario della Madonna del Baraccano e una serie di edifici civili lungo la via Santo Stefano e all'interno, sulla piazza del Baraccano. La chiesa e l'intero complesso prendono il nome dal barbacane, il torrione di guardia che sorgeva vicino all'ingresso di porta Santo Stefano. 

L'edificio su via Santo Stefano è  stato commissionato da Giovanni II di Bentivoglio. La Compagnia spirituale del Baraccano gestiva, fin dal 1416, un ricovero per accogliere i pellegrini, i cui compiti principali erano quelli caritativi e assistenziali nei confronti di vecchi, orfani e viandanti. In un primo momento la compagnia si riuniva in un oratorio nei pressi della chiesa del Baraccano il quale, tra il 1491 e il 1497, venne ricostruito e ampliato grazie alle donazioni pubbliche e private. Pochi anni dopo, nel 1497, fu aggiunto anche il grande arco che inquadra il Santuario, completato definitivamente nel 1524.
La Compagnia spirituale del Baraccano ai primi anni del XVI secolo trasformò l'ospizio in Conservatorio delle Putte, mantenendo la funzione assistenziale, ma cambiando il beneficiario in quanto accoglieva, educava e metteva a frutto le capacità domestiche e artigianali di ragazze povere e orfane per assicurare loro una dote e un futuro inserimento sociale.
Nel 1779 su progetto di Giuseppe Jarmorini la parte verso via Santo Stefano del grande arco fu restaurato in stile barocco e vi fu aggiunta la scultura di una Madonna con il Bambino. Questo passaggio, provvisto di timpano, poggia su ampie paraste e stava a rappresentare, fin dalla sua concezione da parte dei Bentivoglio, la volontà di unificare i due elementi principali del complesso con un altissimo portico della larghezza di oltre sette metri.
Inizialmente era presente anche un altro passaggio sterrato di larghezza ridotta da via Santo Stefano alla Piazza del Baraccano in corrispondenza di quello che oggi è il numero civico 119, che però è stato murato durante il XX secolo. In effetti, osservando le piante catastali fino ai primi anni del 1800, si può notare come il Conservatorio, oggi percepito come un corpo unico su via Santo Stefano, fosse invece diviso in due parti proprio dallo stradello in questione. Quella verso la Chiesa di San Giuliano fu provvista di portico continuo solo nel 1726, mentre il porticato di quella più settentrionale era già completato. Sicuramente l'assetto odierno, omogeneo, della facciata è stato raggiunto grazie al progetto dell'architetto Angelo Venturoli risalente ai primi del 1800, di cui ci sono giunti diversi disegni.

L'architetto lavorò a Bologna a cavallo tra i due secoli, principalmente adattando edifici preesistenti allo stile neoclassico, tra i quali appunto quello del Baraccano. Il progetto prevedeva la riorganizzazione degli ambienti, l'inserimento di un nuovo scalone monumentale, l'aumento dei posti letto fino a cento unità ed ovviamente il ridisegno della facciata.
Nel 1864 il Conservatorio delle Putte del Baraccano divenne di proprietà dei Pii Istituti Educativi, a cui confluirono anche l'orfanotrofio di San Bartolomeo e Santa Maria Maddalena, il Conservatorio di Santa Croce e San Giuseppe uniti, quello di San Gioacchino e Anna e quello della SS. Annunziata. Il Conservatorio del Baraccano continuò la propria attività fino alla metà del XX secolo, quando scomparvero le istituzioni ecclesiastiche di assistenza e beneficenza, e i loro compiti vennero assunti dallo Stato. Il complesso fu così acquistato dal Comune di Bologna e dopo un periodo di ristrutturazione l'edificio venne adibito a sede del Quartiere.

Il legame del complesso del Baraccano con la città è sempre stato molto forte, non tanto per l'indubbia qualità architettonica, quanto per il ruolo che questo svolgeva nella vita e nell'immaginario dei suoi abitanti. La piccola edicola presente prima della costruzione della chiesa, infatti, è stata fin dal XV secolo luogo di culto per le coppie di sposi. Dall'altro l'edificio dell'ex-Conservatorio è sinonimo di carità e di pietà, quella che, grazie alle offerte della Compagnia del Baraccano fatta di nobili, mercanti e normali cittadini, permetteva di ospitare e di educare le giovani bolognesi povere o rimaste orfane. Intere generazioni di ragazze hanno infatti studiato, imparato un mestiere ed infine si sono sposate proprio in questo complesso.