Rete civica Iperbole

Piazza Santo Stefano

 

Nella città, fino al XIII secolo, esistevano tre luoghi dove si faceva mercatura, uno di questi era il mercato di San Giovanni Battista nel trebbo Beccadelli, poi Santo Stefano. 

Il trebbo Beccadelli, nel 1303, come ci informa il Guidicini, fu ampliato, demolendo vari caseggiati, e pavimentato in seliciato. Questo intervento fu realizzato grazie al contributo dei privati cittadini che abitavano in zona. Il Guidicini racconta anche che persisteva in mezzo alla piazza rinnovata una grande quercia, contornata da sedili utilizzati dai notabili locali per incontrarsi e sostare all'ombra. Nel 1335 circa, la quercia fu abbattuta quale sfregio ai Beccadelli durante una rivolta popolare.  

Nel corso dei secoli successivi e fino ai giorni nostri, la piazza ha subito varie trasformazioni, in particolare dovute all'andamento scosceso del terreno, che converge verso l'ingresso principale alla Basilica, situato nel punto più basso. Le modifiche delle quote, la creazione di sbalzi o di piani inclinati continui ha influito in modo determinante nel rapporto tra edifici e spazi aperti, e le varie soluzioni che si sono succedute nel tempo hanno anche cambiato il ruolo del portico che di questo rapporto è il fulcro.

L'iconografia storica documenta varie soluzioni volte a proteggere l'ingresso della Basilica, fino all'intervento realizzato nel 1934, probabilmente conseguente ai restauri dell'edificio sacro. Era stato creato un dislivello tra il piano principale delle piazza e il sagrato vero e proprio, raccordati da una scala di 7 gradini. A protezione dello sbalzo, di notevole altezza, era stata installata una balaustra in ferro sostenuta da pilastri a base ottagonale in pietra.

Nel 1991 è stato inaugurato il progetto di Luigi Caccia Dominioni, che realizza un grande catino continuo, privo di salti di quota, eliminando dunque la scala e la balaustra, ripistinando anche la pavimentazione in ciottoli.