Rete civica Iperbole

Edificio porticato del MAMbo

 

L’edificio del Forno del Pane, progettato dall'ingegnere comunale Rienzo Bedetti, fu realizzato nel 1915-17, quale panificio comunale, per volere di Francesco Zanardi, primo sindaco socialista della città. In questo modo Zanardi voleva contrastare le speculazioni su quello che allora era l’alimento base delle classi meno agiate, in un periodo in cui la guerra impoveriva ancora di più la popolazione. La grande costruzione aveva come base un rettangolo che misurava 60 m x 26 m, fu realizzata tutta in mattoni e solo esternamente decorata da elementi prefabbricati in cemento, caratterizzata da grandi vetrate decorative. Nel febbraio del 1917 il Forno diede inizio ad un’intensa attività di produzione, arrivando quasi a coprire totalmente il fabbisogno cittadino, con notevoli benefici soprattutto sotto il profilo sociale. 

Negli anni 1928-29, durante il periodo fascista, l’edificio fu soggetto ad un’azione di ampliamento voluta dal podestà Leandro Arpinati. Si deve al progetto dell’ingegner Carlo Tornelli la realizzazione del portico, addossato alla pre-esistente facciata, di cui riprende in toto la composizione e l’apparato decorativo. L’ingente ampliamento era necessario per poter ospitare nella sua sede l’Ente Autonomo dei Consumi, che produceva vino, ghiaccio, salumi e burro.

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’edificio, inutilizzato dal 1937 dopo il fallimento dell’Ente Autonomo, è stato colpito dai bombardamenti e parzialmente danneggiato. Dopo la fine del conflitto tornò ad essere sede dell’Ente, che era stato rifondato e alla cui guida fu posto lo stesso Francesco Zanardi. 

È stato poi utilizzato come scuola media, officina dell’istituto professionale Fioravanti e sede di uffici comunali, oltre ad essere stato affittato ad attività private.

È soltanto nella seconda metà degli anni Novanta che prende avvio il progetto di recupero e trasformazione in sede museale. Sono stati necessari 12 anni di lavori, scanditi in azioni di demolizione, recupero, assestamento complessivo della struttura e realizzazione degli ambienti del museo. L’intervento era previsto nel Master Plan del Distretto Culturale della Manifattura delle Arti redatto dall’architetto Aldo Rossi nel 1997, poco prima di morire.