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Istituzione per l'inclusione sociale e comunitaria Don Paolo Serra Zanetti


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Presentazione - Osservatorio per l'Inclusione Sociale

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Da quando il tema delle povertà è riemerso all’attenzione di studi e ricerche, presentandosi con nuove urgenze ai responsabili del sistema di welfare e all’opera costante delle istituzioni caritative, e con la  evidenza delle trasformazioni sociali in  atto, si è delineata una nuova visione. Le condizioni di povertà non sono più di esclusiva natura economica e materiale,  ma vengono riconosciute in molteplici sfere sociali e soggettive, legate all’ambito dei cosiddetti beni immateriali.
  Le deprivazioni che conducono agli stati di povertà, nelle analisi e riflessioni più aggiornate e su questo punto concordi, investono oggi soprattutto le reti sociali di appartenenza e di sostegno,
 la capacità o possibilità di accesso ai servizi,  le risorse personali e familiari per affrontare le situazioni di difficoltà  e di crisi,  l’erosione progressiva o la perdita traumatica di sicurezze personali e di garanzie socio-economiche : in conclusione quello che può essere definito il “capitale sociale” di una persona.
 Non è quindi di immediata evidenza quale sia il campo di indagine e di analisi di cui debba occuparsi un Osservatorio sulle povertà.
 Da un lato non si può prescindere dai determinanti economici e dagli strumenti ormai consolidati di misura e di stima adottati su base statistica.
 Dall’altro si rende necessario delimitare nuovi campi d’indagine, i cui strumenti sono in parte da costruire.
 Inoltre i fenomeni che si intende indagare sono non solo in crescita, ma anche in costante mutamento.
 Infine, un Osservatorio che nasce sotto responsabilità pubblica deve proporsi di corrispondere, più che a esigenze astratte di ricerca, alle responsabilità politiche dell’ente che lo ha costituito, alle sue finalità istituzionali, e al ruolo degli Osservatori quale è previsto dalle normative. Deve cioè fornire strumenti utili alla innovazione politico amministrativa nel campo dei servizi sociali, e alla integrazione delle politiche generali  per le persone e le famiglie, e al contempo partecipare a un sistema complesso e strutturato di rilevazione dati, che sia il più possibile organicamente collegato alle competenze e alle attività dei servizi.
 La costituzione di un nuovo Osservatorio non può quindi prescindere dalla adozione di un modello che ne qualifichi in modo ben riconoscibile il campo di indagine, le finalità, gli strumenti, le metodologie privilegiate.
 Altrettanto importanti saranno le relazioni con gli altri Osservatori istituzionali già attivi in ambito territoriale cittadino metropolitano, quali ad es. il Settore Programmazione e Statistica del Comune di Bologna, l’Osservatorio Epidemiologico della ASL, l’Osservatorio sulla Immigrazione di Comune e Provincia, e anche altri Osservatori che operano su tematiche più specifiche. Con tutti questi si avrà cura di evitare sovrapposizioni e di ricercare  le più efficaci sinergie, con il comune obiettivo di:

  • trasformare i dati in informazioni
  • le informazioni in conoscenze condivise
  • le conoscenze in azioni efficaci

 


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