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Istituzione per l'inclusione sociale e comunitaria Don Paolo Serra Zanetti


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Nomadi e rom - la situazione in città

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1. La presenza della popolazione Sinta e Rom in città

I sistemi di monitoraggio attualmente esistenti non permettono di calcolare con certezza la presenza della popolazione Sinta e Rom sul territorio, ma soltanto quella presente nei campi sosta autorizzati e in alcune delle aree  sosta irregolari o temporanee.
I dati sotto presentati sono pertanto sottostimati rispetto alla presenza effettiva sul territorio bolognese e limitrofo, in particolare per quanto riguarda la popolazione insediata in campi irregolari o temporanei e quella in transito.
Sarà impegno dell’Istituzione, attraverso la costituzione del suo Osservatorio, pervenire a  un sistema di monitoraggio di questo come di altri fenomeni, promuovendo una rete locale di rilevazione e segnalazione, che possa fornire dati completi e periodicamente aggiornati.

Riferimenti bibliografici:

a) ubicazione dei campi

Sul territorio del comune di Bologna e comuni limitrofi, al 30 novembre 2006, risultavano complessivamente 11 campi Sinti o Rom – un numero che si è stabilizzato negli ultimi cinque anni.
Otto sono i Comuni interessati.

  • nel comune di Bologna i Quartieri: Navile, San Donato, Savena e Borgo Panigale;
  • nel distretto di Pianura Ovest: Comune di Calderara di Reno;
  • nel distretto di Pianura Est: Comuni di Budrio, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore (quest’ultimo campo è gestito dal Comune di Bologna);
  • nel distretto di Casalecchio di Reno: Comuni di Casalecchio di Reno e di Sasso Marconi (quest’ultimo campo è gestito dal Comune di Bologna);
  • nel distretto di San Lazzaro di Savena: Comune di San Lazzaro di Savena.

Inoltre è stato rilevato che in 22 Comuni si è verificata, nel 2006, la sosta occasionale o temporanea di popolazioni Sinte e Rom (sebbene non sia sempre facile conoscere l’appartenenza ‘etnica’ della popolazione migrante).
Si tratta nella totalità dei casi di Comuni di Pianura e prima Collina, soprattutto lungo l’asse della Via Emilia.

b) La popolazione nei campi

I Rom ed i Sinti che vivevano nei campi censiti sul territorio della provincia di Bologna al 30 novembre 2006, risultavano complessivamente 571 – un dato in calo rispetto al medio periodo.
Dal 2000, la maggioranza ha la cittadinanza italiana.
Solo in 2 campi erano presenti sia italiani che stranieri, in 6 campi soltanto cittadini italiani, mentre nei rimanenti 3 erano ospitati soltanto cittadini stranieri (rumeni ed ex-jugoslavi).

Tab. 1
Popolazione nei campi Sinti e Rom in provincia di Bologna,

 

Rom
stranieri

Rom
italiani

Sinti
(italiani)

TOT

% stranieri (Rom)

1996

640

82

366

1.088

58,8

1998

549

38

369

956

57,4

2000

272

54

356

682

39,8

2003

198

48

367

613

32,3

2006

181

390

571

31,7

Le famiglie sono complessivamente 147: 101 italiane e 46 straniere, con un numero medio di componenti per famiglia pari in entrambi i casi a 3,9 unità, e una forte presenza di minorenni (pari al 41% della popolazione complessiva dei campi ).
Pochissimi gli anziani (over-65), pari al 3,2% del totale

2. Percorsi di integrazione nei campi

Se come primi indicatori di una effettiva disponibilità all’integrazione consideriamo

  • la frequenza scolastica dei minori,
  • e l’inserimento al lavoro degli adulti,

che sono anche i principali obiettivi dell’intervento dei servizi di sostegno e aiuto, registriamo a fine 2006 la seguente situazione:

Scuola

  • Scarso l’utilizzo delle scuole per l’infanzia: solo 39 dei 91 minori in età compresa fra gli 0 e i 6 anni le frequentano (pari al 42,9%).
  • Sul totale dei 111 minori in età 6-14 anni presenti nei campi, risultano frequentare regolarmente la scuola primaria e secondaria inferiore in 99 (dispersione pari al 10,8%).
  • Critico il dato riferito all’assolvimento dell’obbligo formativo: solo 5 dei 34 minori in età 15-17 anni risultano frequentare appositi corsi di FP (2 persone) o la scuola media superiore (3 persone) (dispersione pari al 85,3%).
  • Da segnalare, inoltre, altri 2 giovani che frequentano corsi di formazione professionale non in obbligo formativo.

Lavoro

Su una popolazione complessiva 314 soggetti in età lavorativa, 181 persone (pari a circa il 58% sul totale delle presenze) risultano di fatto inserite nel mercato del lavoro.
Se ne può dedurre che la maggior parte delle 147 famiglie rilevate vive con una qualche forma di reddito derivante dal proprio lavoro.

Il tasso di occupazione non è equamente distribuito tra i generi e le cittadinanze:

  • tra le donne esso è pari quasi alla metà di quello registrato tra gli uomini;
  • tra gli italiani è di circa 15 punti percentuali superiore a quello tra gli stranieri;
  • mentre tra maschi non fa differenza la cittadinanza, tra le donne quelle italiane presentano un tasso di occupazione quasi doppio a quello delle omologhe straniere.

Il settore di maggior occupazione è quello dello spettacolo (68 addetti, pari al 37,6% sul totale degli occupati); seguono il commercio e gli altri comparti.
Vanno poi considerate le c.d. "attività informali" (lavaggio vetri, elemosina, raccolta ferro, chiromanzia, vendita piante e biancheria…) che fungono da fonte di sostentamento per 59 persone nei campi.

3. il progetto di   ACCOMPAGNAMENTO PER l’inserimento abitativo

Nel corso del 2007 il Servizio Integrazione Interculturale ha completato i percorsi di accompagnamento all’integrazione sociale dei nuclei familiari rom romeni ospitati nelle strutture d’emergenza di Villa Salus e RST Gandhi. L’intervento è stato in parte finanziato dal Piano d’azione straordinario per il superamento delle situazioni emergenziali di accoglienza, approvato dalla Regione Emilia Romagna.

Queste due strutture destinate ad ospitare persone provenienti dall’occupazione del Ferrhotel e dallo sgombero del Lungoreno sono state prima gestite e successivamente svuotate attraverso un intervento che ha coinvolto diversi servizi (Settore Sicurezza, Servizio Sociale Minori e Famiglie, ecc.). Il Servzio Integrazione Interculturale, oltre ad essere coinvolto nelle attività di gestione delle strutture, ha condotto il percorso di integrazione sociale attraverso il reperimento di risorse abitative, la progettazione e l’affidamento in gestione del servizio di accompagnamento all’inserimento abitativo.

Il percorso si è concluso con l’inserimento in appartamento di un numero complessivo di  44 famiglie, per un totale di 198 persone.

Report integrazione sociale Villa Salus

Il percorso di integrazione sociale che ha portato alla chiusura della struttura d’emergenza di Villa Salus ha visto l’inserimento abitativo di 27 famiglie rom romene, per un totale di 125 persone di cui 57 minori.

Per questi inserimenti sono stati reperiti sul mercato privato 17 appartamenti e 1 casa colonica, per un totale di 20 famiglie beneficiarie. Il Comune ha svolto una funzione di mediazione sociale e agevolazione economica stipulando un contratto di locazione con i proprietari di tali immobili per poi sublocarli al 50% del canone ai beneficiari in uscita da Villa Salus. Tutti i titolari dei contratti di sublocazione stipulati con l’Amministrazione rispondevano al requisito di essere impiegati in una regolare attività lavorativa.

In aggiunta, per rispondere all’esigenza di liberare Villa Salus, sono stati utilizzati altri 7 appartamenti, di cui 5 di proprietà comunale e 2 di proprietà IAR, tutti in gestione al Servizio Integrazione Interculturale. Le sette famiglie collocate sono tenute al pagamento di un canone di locazione.

Report integrazione sociale RST Gandhi di via del Piratino, 20

FAMIGLIE ACCOMPAGNATE ALL’INSERIMENTO IN APPARTAMENTO NEL TERRITORIO BOLOGNESE

17

NUMERO COMPLESSIVO DI PERSONE INSERITE

73

FAMIGLIE TRASFERITE IN ALTRI TERRITORI

1 (Lodi)

(Scheda redatta a cura del Servizio Integrazione Interculturale del Comune di Bologna – dati forniti dall’Osservatorio Provinciale delle Immigrazioni di Bologna)

 


 


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