LA SITUAZIONE IN CITTÀ
La Costituzione italiana afferma il principio che la pena ha fini di recupero e reinserimento sociale.
Gli Enti locali sono pertanto chiamati a predisporre servizi ed interventi rivolti a detenuti, ex detenuti o comunque persone sottoposte a misure restrittive della libertà. A tal fine la Regione Emilia Romagna ha disciplinato con apposita normativa questo sistema di servizi.
Il Comune di Bologna svolge attività di indirizzo politico e fornisce servizi nella materia dell'esecuzione penale attraverso la Presidenza del Comitato Locale per l'Area dell'Esecuzione Penale Adulti e partecipando ai Lavori della Commissione Regionale Esecuzione penale.
In applicazione delle competenze in materia di esecuzione penale, il Comune svolge una serie di attività/servizi/interventi di informazione, orientamento, presa in carico sia tipo sociale che sanitario, per persone detenute, in esecuzione penale esterna (es: affidamento ai servizi sociali) ed ex detenute. Le attività sono svolte in stretta collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nello specifico settore di intervento (Amministrazione penitenziaria, AUSL, Provincia, Scuola, Terzo settore, ect.).
Il termine carcere, o istituto penitenziario, in senso lato, viene usato per indicare gli istituti di custodia preventiva (destinati a coloro che non hanno ancora subito una sentenza irrevocabile), gli istituti per l'esecuzione delle pene (ospitano coloro che hanno già una sentenza definitiva) e quelli per l'esecuzione delle misure di sicurezza. ( focus sull’esecuzione penale)
Quella di Bologna è una Casa Circondariale: la maggior parte dei detenuti ivi reclusi sono in realtà persone in attesa di giudizio, e persone in attesa di una pena definitiva. Su circa 1100 internati, solo 180 sono detenuti cui è stata inflitta una pena definitiva.
Non tutti quindi hanno le caratteristiche per poter accedere alle misure alternative alla detenzione: una casa e un lavoro, o in alternativa una famiglia disposta a provvedere per loro.
Questo spiega tra l’altro l’apparente basso numero di borse lavoro attivate per il reinserimento lavorativo a Bologna. Infatti per poter accedere a questi programmi, uno dei pre-requisiti è proprio quello di stare scontando una pena definitiva. A Bologna le Borse Lavoro per i detenuti e gli ex detenuti sono circa 40 all'anno con una durata media di 6 mesi.
La titolarità per l’avvio dei progetti di reinserimento è dell’Amministrazione penitenziaria (attualmente sotto-organico) che, dopo aver deciso di attivarsi per una borsa lavoro per un detenuto, si rivolge ai Servizi Sociali del Comune per la presa in carico del soggetto e per l’avvio del percorso di reinserimento lavorativo.
Possono accedere a questi servizi sia cittadini residenti anagraficamente a Bologna (detenuti presso qualsiasi carcere italiano od estero; detenuti in esecuzione penale esterna presso qualsiasi struttura, di Bologna e non; ex detenuti) sia persone che a prescindere dalla residenza anagrafica si trovino detenute in carcere o in esecuzione penale esterna sul territorio del Comune di Bologna (es: affidamento ai servizi sociali) o che siano ex detenuti presenti sul territorio comunale.
Con il nuovo Regolamento dei Servizi Sociali(*) in vigore, i residenti possono rivolgersi direttamente agli sportelli sociali attivati presso i propri quartieri di residenza. Per tutti gli altri, il Quartiere Navile (in cui c’è la Casa Circondariale) rimarrà il quartiere di riferimento.
(*) Lo sportello sociale, porta unica di accesso territoriale per i cittadini che accedono ai servizi sociali e/o si trovano in condizione di marginalità sociale, ha sede presso i Quartieri cittadini a cui la nuova organizzazione territoriale dei servizi delega la gestione degli interventi.
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