- Asse tematico

Servizi alle persone

L’ordinamento italiano non prevede ad oggi il riconoscimento del reato di omofobia e transfobia e questo produce effetti sulla sicurezza e la protezione dalla violenza delle persone LGBTQI.

Particolarmente grave appare la situazione delle persone transessuali e transgender, data la vulnerabilità legata alla loro maggiore visibilità e la frequente marginalità sociale. L’identificazione dell’omosessualità con una malattia dalla quale si può essere “curati” appare come uno stigma tuttora di forte presa sull’opinione pubblica. Un passo avanti è stato fatto con l’approvazione della legge 76/2016 che riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Un'ulteriore passo avanti è stato fatto con l'approvazione della legge regionale 15/2019 contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.

Durante il percorso sono stati individuati i bisogni di:

  • rispondere alle forme di discriminazione che si manifestano nei contesti sociali con atti di bullismo, hate speech, atti di vera e propria transfobia, omofobia, lesbofobia, hiv-fobia, e che possono manifestarsi anche all’interno della comunità LGBTQI;
  • sicurezza e contrasto alla violenza; migliorare l’accoglienza delle persone LGBTQI nelle situazioni in cui necessitano di protezione;
  • aumentare la consapevolezza su salute sessuale e benessere psicologico;
  • consulenza e supporto legale sulla nuova normativa al riguardo delle unioni civili;
  • aumentare la visibilità delle persone LGBTQI nel contesto pubblico e sociale e in quello personale;
  • informazione sulla e per la popolazione LGBTQI, sulle problematiche di vita quotidiana nel contesto locale.

e le seguenti possibili soluzioni:

  • Interventi di accompagnamento e supporto.
  • Attività di supporto alla transizione sessuale.
  • Azioni di empowerment delle persone vulnerabili a molteplici discriminazioni.
  • Attività di sportello di ascolto e servizi per rispondere all’isolamento sociale.
  • Utilizzo di un linguaggio più consapevole e meno stereotipato.
  • Attività per raggiungere il target, anche quello che non si rende visibile.
  • Interventi di formazione per il personale (medico, accoglienza) sul linguaggio e sulla specificità LGBTQI.
  • Azioni di unione e confronto di esperienze e competenze.

Raggiungere i potenziali beneficiari dei servizi offerti, ampliando il più possibile il target

Riconoscere gli interventi offerti dalle Associazioni come un livello mirato di azioni per un target che può esprimere bisogni specifici, in raccordo e integrazione con la rete pubblica di servizi del territorio rivolti alla generalità della popolazione e ad accesso universalistico.

Unire e confrontare le competenze

Attivazione di percorsi di formazione e/o informazione per gli operatori dei servizi pubblici e privati (assistenti sociali, medici di base, bibliotecari, insegnanti, psicologi, ecc) sull’offerta di servizi e interventi presenti sul territorio delle Associazioni rappresentative della comunità LGBTQI.

Condivisione e diffusione delle informazioni sui servizi pubblici e privati presenti sul territorio (per esempio attraverso la creazione di pagine dedicate nella sezione  Servizi e Sportelli Sociali - sito dell’Area  Benessere di Comunità  del Comune di Bologna).

Collaborazione fra le Associazioni che forniscono interventi e servizi alle persone della comunità LGBTQI per un confronto con le istituzioni per mettere a disposizione un monte ore di presenza presso alcune strutture pubbliche per garantire un supporto e una consulenza specifica.

Creazione di una rete integrata tra servizi pubblici  e servizi ed interventi proposti dalle Associazioni rappresentative della comunità LGBTQI per una presa in carico coerente delle persone che necessitano di una progettualità comune fra diversi soggetti/servizi.

Proposta di attenzione al registro linguistico ed alla connotazione delle parole, per raggiungere un linguaggio non stigmatizzante e di volta in volta appropriato al target di riferimento.

Garantire protezione a diversi livelli di fragilità

Nelle situazioni di grave marginalità sociale, le strutture di accoglienza del territorio per persone senza fissa dimora e il progetto  Housing First del Comune di Bologna, garantiscono attenzione, competenza del personale e protezione della persona a rischio di possibile ulteriore vulnerabilità derivante dall’essere LGBTQI in contesti collettivi di accoglienza, tenendone conto nella progettazione dei percorsi e nel loro monitoraggio.

Rafforzamento dei presidi che si occupano di salute in termini di aumento delle competenze del personale nell’accoglienza delle persone LGBTQI.

Sostegno alle azioni di consulenza giuridico legale, di consulenza psicologica in essere o da attivare.

Raccogliere dati (casistica), elaborare, monitorare e diffondere  le informazioni

Raccolta e condivisione da parte delle Associazioni rappresentative della comunità LGBTQI di dati quantitativi e qualitativi su discriminazioni, disagio, violenze che possono essere rilevate nella propria attività entrando in contatto con persone che si trovano in tale condizione, creando un flusso  circolare delle informazioni e un monitoraggio del fenomeno.

I dati raccolti potranno essere diffusi  avendo come destinatari gli stakeholders di riferimento, le Associazioni LGBTQI e la cittadinanza, e un raccordo con  la rete antidiscriminazione territoriale  che riunisce anche altri soggetti e servizi pubblici. Il monitoraggio e condivisione dei citati dati quali-quantitativi può rappresentare uno strumento utile di analisi,  un laboratorio di confronto e scambio di elaborazione ulteriore e progettazione, dei soggetti che compongono la comunità LGBTQI.

Proposta di una ricerca sulla condizione di vita e di lavoro in città delle persone LGBTQI, per integrare le “statistiche di genere” già svolte dall’Area Programmazione, Statistiche e Controlli del  Comune di Bologna.

Migliorare la visibilità di interventi e/o servizi

Produzione di materiale informativo condiviso dalle Associazioni e rivolto all’intera cittadinanza su tematiche specifiche, tradotto in più lingue e distribuito sul territorio.

Pubblicazione di notizie e materiali sul sito del Comune di Bologna (Iperbole) relativi a servizi e/o interventi.

Individuazione di luoghi di incontro e confronto per le persone che lavorano nei e sui servizi che si occupano di persone trans, lesbiche o gay.

Possibile azione è la verifica da parte delle Associazioni LGBTQI del linguaggio utilizzato nel dare informazioni nelle pagine web di Iperbole iniziando della sezione “Salute e Città Sana” del sito dell’Area Benessere di Comunità del Comune di Bologna.

Sensibilizzare e rendere consapevoli i potenziali beneficiari dei bisogni

Attività di consulenza giuridica e psicologica gratuita sui temi dei diritti LGBTQI.

Attività di approfondimento e ricerca proposta attraverso conferenze, laboratori e incontri formativi mirati a cura dello Sportello di consulenza giuridica del  Cassero.

Attività di informazione e socializzazione realizzata negli appuntamenti del Salotto AGEDO.

Attività di informazione e approfondimento mirato tramite eventi pubblici e tavole rotonde del progetto VIALUNA del MIT.

Pari Opportunità, Tutela delle differenze e Contrasto alla violenza di genere.
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 051 2195644 - 5985