- SECONDO PIANO -
SPAZI DEL MUSEO
| Al secondo
piano, nel grande ambiente di un ex-essiccatoio, prodotti ed imprese
ci guidano dal Rinascimento ad oggi per rilevare in tempi diversi
l’eccellenza economica di Bologna, iscrivendo a pieno titolo la
città e i modelli di sviluppo che ne hanno caratterizzato
l’industrializzazione nella grande storia di questo processo.
I prodotti che incontriamo hanno una caratteristica in comune:
essersi affermati nel grande mercato internazionale ed aver vinto
la sfida con altri paesi industrializzati.
L'antico velo di seta dei secoli XVI-XVIII, viene prima riscoperto
nella pittura d'epoca, poi nel ciclo produttivo che lo realizzava.
Alcuni prodotti del settore alimentare fanno da trait d’union
tra l’epoca antica e quella moderna. |
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La Bologna dei secoli XV-XVIII
famosa in tutta Europa per l'industria della seta, che anticipa
con il “mulino da seta alla bolognese” il primo sistema di fabbrica,
trova tanti elementi di continuità in quella dei secoli
XIX-XX di nuovo protagonista di grande livello dello sviluppo
industriale.
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Nell’esposizione
questo confronto si materializza negli allestimenti attraverso
alcune importanti strutture di visibilità: il grande
modello funzionante del mulino da seta; il telaio "apparecchiato"
per tessere velo. |
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| La mortadella, prodotto di
lusso fino al secolo XVIII, congiunge l'eccellenza artigianale
con le forme moderne della produzione industriale del secolo XIX,
quando questo famoso insaccato finiva in scatole di latta per
essere esportato in tutto il mondo. Le prime forme di cioccolato
solido prodotte in Europa alla fine del Settecento sono prodotte
a Bologna per svilupparsi in prodotti di alta qualità per
i golosi di tutto il mondo. |
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Attraverso una strettoia che
sembra realizzare una accelerazione temporale, entriamo nello
spazio del Novecento con prodotti della meccanica, elettromeccanica,
meccatronica. È come un labirinto di percorsi nel quale
i prodotti rimandano ad officine da cui molto spesso sono usciti
tecnici con nuove idee/prodotto per formare altre imprese. |
| Troviamo macchine e reperti
originali combinati con soluzioni scenografiche, videofilmati,
stazioni interattive, exhibit; questo spazio è presidiato
dalla “Stanza delle Pulegge”, grande scultura/ambiente di Paolo
Gallerani, movimentata nelle sue parti che simboleggiano parvenze
reali della fabbrica della prima Rivoluzione Industriale. Ci troviamo
all’interno di un album illustrato degli antenati e dei protagonisti
attuali della moderna industrializzazione di Bologna con tante
aziende medie, piccole, anche piccolissime ma capaci di competere,
come sistema, con colossi internazionali della grande impresa. |
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Vediamo i prodotti: turbine, servomotori, macchine utensili, compressori
per refrigerazione, elettrocardiografi antichi e moderni, macchine
automatiche per ogni tipo di confezionamento, da pasta, per fare
i tortellini, per dosare ed imballare prodotti alimentari, tabacco,
farmaci e cosmetici. Anche biciclette ed automobili per bambini.
La storia del packaging bolognese anni '40-'60 si collega alla
vetrina realizzata al piano
terra |
| Le penne stilografiche di Bologna
sono tanto famose da essere oggetto di culto per i collezionisti
di tutto il mondo. L’Azienda che le produce ha creato per l’occasione
una nuova penna da collezione dedicata al Museo. A Bologna semplici
fabbri hanno ideato "gabbioni" per argini e consolidamenti terrestri,
rendendo possibile tra Otto e Novecento ad una piccola azienda
familiare di diventare una impresa a stella multinazionale. |
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Dal 2004 il settore biomedicale
è entrato a far parte dell’offerta culturale del
Museo con uno spazio dedicato alla storia imprenditoriale della
famiglia Rangoni ed alle sue produzioni lungo un secolo di storia.
In esposizione elettrocardiografi degli anni ‘40-’60
e ’70 fino ad arrivare alle moderne smart-card che permettono
ad un normale computer le funzionalità di un elettrocardiografo.
Immagini provenienti da archivi aziendali ed exhibit interattivi
completano lo spazio.
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Nella sezione della motoristica
incontriamo storie ed aziende della motocicletta con attenzione
alla componentistica che ne cura le diverse parti, e dell’automobile
vista attraverso l’esperienza dei fratelli Maserati, prima nella
loro officina di via dei Pepoli dal 1914, poi in quella dell'O.S.C.A. dal 1947.
Poi gli sviluppi più recenti dell’industria: condensatori,
elettronica domestica, motoriduttori, prodotti della meccatronica
come lettori di codici a barre, misuratori al micron, robot tutto-fare. |
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Il passaggio tra città
antica e moderna viene posto alla riflessione del pubblico da
un mercante da seta che assume le sembianze del moderno robot
Tron X, ripreso per l'occasione in Piazza Maggiore mentre proclama
i fattori di successo dell’antico network urbano. |

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