Second Life, in tre anni 143.000 oggetti hanno trovato nuova vita

26 Gennaio 2015

A 3 anni dalla sua nascita, Second Life l’area del riuso della città di Bologna, il luogo dove gli oggetti usati acquistano una nuova vita, ha ricevuto quasi 152.000 oggetti e ne ha rimessi in circolo più di 143.000, con un volume di scambio in continuo aumento, indice del successo dell'idea iniziale. 

Al taglio del nastro, gli scaffali vuoti del capannone non permettevano di capire se il progetto avrebbe preso piede o quali beni sarebbero tornati a nuova vita, come auspicato dall'Araba fenice del logo. Poi, gradualmente, i bolognesi ne hanno decretato il successo: usando sempre più la struttura, ne hanno stabilito personalità e funzioni.

Oggi si può dire che l'area del riuso non solo funziona ma che è riconosciuta dai cittadini che vi scambiano soprattutto indumenti - scarpe, vestiti e borse (il 42% delle entrate e il 41% delle uscite) e materiale culturale - libri, CD, dvd, vinili (il 19% delle entrate e il 18% delle uscite).

“E' stato soprattutto l'uso dei libri quello che ci ha piacevolmente sorpreso – ha spiegato Zeno Gobetti coordinatore indicato dal SIC, Consorzio cooperative sociali a cui il Comune ha affidato la gestione della struttura tramite convenzione – perché se all'inizio i cittadini li prendevano solamente, a poco a poco hanno cominciato anche a restituirli una volta letti. Tra i bolognesi sembra aver preso piede, insomma, una vera e propria cultura del riuso degli oggetti”.

A Second Life i residenti nel territorio comunale, scuole, associazioni, enti no-profit autorizzati dal Comune di Bologna possono scambiarsi liberamente e gratuitamente qualunque oggetto di casa purché sia in buono stato.

Second life si trova in via Marco Emilio Lepido 186/187, è aperta martedì e giovedì dalle 14 alle 18, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13, sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 (tel. 320 8461975 - email: secondlife@comune.bologna.it).

Se gli oggetti che vuoi buttare funzionano o hanno ancora valore, perché non offrire loro una seconda opportunità?

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