Rifugiati in Famiglia con la piattaforma di social innovation Vesta

19 Aprile 2016

Un nuovo tassello si aggiunge al sistema di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo a Bologna. A partire dalla disponibilità di alcune famiglie ad accogliere rifugiati, è stato elaborato il progetto Vesta, che offre ai cittadini di Bologna la possibilità di ospitare rifugiati nelle proprie case.

L'obiettivo del progetto Vesta, che prende il nome dalla dea romana del focolare domestico, è offrire ai cittadini l'opportunità di contribuire allo sviluppo di un nuovo modello di integrazione, partecipando attivamente all'accoglienza, e sperimentando in prima persona la convivenza con chi sta fuggendo da guerre e persecuzioni.

Vesta si integra con il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) del Ministero dell'Interno. "Un sistema di prima accoglienza nell'Hub regionale di via Mattei e di seconda accoglienza nei Comuni, gestito dalle Prefetture, che sta dimostrando capacità di accoglienza e di tenuta anche nei momenti di picco", sottolinea l'assessore ai Servizi sociali Amelia Frascaroli. E lo dimostrano i numeri dell'accoglienza del 2015.

Attraverso il portale on line, si potrà inviare la propria candidatura, che verrà presa in carico da uno staff di esperti: operatori specializzati nell'accoglienza, assistenti sociali e psicologi. Successivamente si accederà ad una formazione, al termine della quale partirà il periodo di ospitalità, che può durare da sei a nove mesi. Avvalendosi di professionisti con una lunga esperienza nel settore, il progetto Vesta è in grado di offrire un costante supporto ai cittadini ospitanti e di farsi carico degli aspetti burocratici, amministrativi, legali, di inserimento formativo e lavorativo dell'accoglienza, garantendo lo svolgimento dell'esperienza in grande sicurezza.

Il progetto mira a coinvolgere principalmente rifugiati neomaggiorenni, una categoria in aumento e particolarmente fragile, perché esce da progetti protetti per minori e si trova ad affrontare la vita adulta lontano dalla propria famiglia. Attualmente i minori in carico sono 121.
Inoltre i neomaggiorenni rappresentano per gli ospitanti un'ulteriore garanzia, perché hanno già trascorso una prima fase del percorso di integrazione in strutture territoriali, monitorate e, per età e necessità, hanno dimostrato di poterlo proseguire in un contesto familiare. 

Ai cittadini ospitanti, verrà riconosciuto un contributo per le spese, in modo da permettere a tutti di vivere l'esperienza dell'accoglienza, e garantire l'erogazione omogenea dei servizi previsti a tutti i rifugiati accolti nelle famiglie.

Il progetto Vesta si occuperà anche di incentivare la socialità e la creazione di legami, sia all'interno della casa, che tra le famiglie ospitanti e l'intera comunità, perché l'integrazione non sia solo un impegno a carico di qualcuno, ma un'opportunità offerta a tutti.

Vesta è ideato e sviluppato dalla Cooperativa Sociale Camelot - Officine Cooperative, che da oltre dieci anni si occupa di sviluppare politiche e progetti per l'integrazione dei richiedenti asilo, e verrà implementato nella città di Bologna in coordinamento con il Comune e con tutte le istituzioni coinvolte.

Il progetto dimostra che la città è accogliente e, anche a partire da piccoli numeri può diventare un modello per l'integrazione.