Percorso partecipato Zerosei, intervista all'assessore Marilena Pillati

11 Marzo 2013

E' iniziato il percorso partecipato sui servizi educativi e scolastici che si rivolgono alle bambine e ai bambini da 0 a 6 anni. Con questo progetto l’Amministrazione vuole promuovere una riflessione condivisa con la città, che porti a definire linee guida per i servizi cittadini. I destinatari di questo dialogo sono in primo luogo i genitori, sempre più spesso alle prese con bisogni nuovi e differenti, alla ricerca di soluzioni concrete e accessibili, giustamente interessati a servizi di qualità che li aiutino a crescere i propri figli. La redazione ha intervistato l'Assessore comunale alla Scuola, Marilena Pillati, per approfondire l'argomento.

Assessore Pillati, per quale motivo questo percorso partecipato?

Vogliamo recuperare dal nostro passato la capacità del "fare insieme", della condivisione del pensiero, della visione e della consapevolezza del contesto in cui viviamo. La società è cambiata. Servono risposte concrete a nuovi e differenti bisogni delle famiglie. Sono cambiati i tempi di vita delle persone, tanto quanto le modalità di apprendimento e di crescita dei bambini. Oggi, il nostro assillo sono la qualità e l’allargamento dell’offerta di servizi educativi e scolastici, per non lasciare indietro nessuno. Per questo vogliamo che siano tante e diverse le idee ed i punti di vista a confronto su questi temi.

Qual è la situazione oggi dei servizi per l'infanzia in città?

Bologna è una città che ha un ricco patrimonio di opportunità per l'infanzia, di servizi educativi e scolastici, nei quali il Comune ha avuto e ha un ruolo fondamentale. Il frutto di questo impegno straordinario è un tasso di copertura della domanda di servizi tra i più alti della regione e d'Italia, ma anche un impegno diretto che non ha eguali nel paese. Basti pensare ai nidi d'infanzia comunali che oggi accolgono il 35% dei bambini fino a 3 anni, superando sia la media regionale (25%), che quella nazionale (12%). Più del 90% dei nidi è comunale (in città come Modena, Reggio e Parma questa percentuale è di poco superiore al 50%), e l'80% di questi è gestito direttamente. Quest'anno è stato possibile accogliere il 95% delle domande presentate.

Qual è invece l'impegno di Bologna sulle scuole d'infanzia?

La Costituzione assegna allo Stato il compito di istituire scuole di ogni ordine e grado. Lo Stato, però, interviene in modo marginale sulla scuola d'infanzia, che non rientra nell'obbligo scolastico, anche se la legge esplicita l'obiettivo di generalizzazione del servizio a tutti i bambini. Una cronica e grave carenza che ha visto Bologna reagire in modo forte, anticipando di oltre un secolo lo Stato e continuando il suo impegno straordinario. Mentre nel resto d’Italia, è lo Stato a garantire il 61% dell'offerta totale, i comuni il 9%, i privati il 31%, a Bologna è il Comune a garantire con le sue scuole il 60% dell'offerta complessiva, mentre le scuole statali offrono poco più del 17% dei posti disponibili. Nella nostra regione la scuola comunale rappresenta solo il 20% del totale. Ed anche considerando i soli comuni capoluogo, tale percentuale resta al di sotto del 40%. Del resto, dei 348 comuni della Regione, sono 300 quelli in cui non esiste nemmeno una scuola dell'infanzia comunale, e tra questi c'è il Comune di Piacenza e gran parte dei Comuni della provincia di Bologna.

Il Comune non è impegnato solo a gestire scuole...

E' vero.  Complessivamente, il Comune di Bologna investe quasi 38 milioni di euro nella scuola d'infanzia, di cui quasi 36 per le proprie scuole. Più di un milione di euro l'anno viene destinato alle scuole statali, non solo per coprire le spese di funzionamento, ma anche per la formazione degli insegnanti, per il completamento delle sezioni statali a tempo parziale, per progetti di qualificazione e per il coordinamento pedagogico. Un ulteriore milione di euro viene investito complessivamente per il sostegno delle scuole paritarie, che accettano di convenzionarsi. Una scelta, quest’ultima, assunta a Bologna nel 1994 e diffusa in gran parte dei comuni della Regione Emilia-Romagna. Si tratta di scuole a gestione privata, che dopo aver ottenuto la parità dallo Stato, hanno accettato di condividere gli obiettivi di qualità, equità, integrazione e trasparenza dell'Amministrazione, accettando regole, standard di qualità e verifiche per ricevere contributi, che variano da scuola a scuola. Con questo sistema, il Comune contribuisce con un milione di euro a garantire più qualità ed equità nelle scuole che oggi 1.800 bambini frequentano. Con le stesse risorse, le scuole comunali potrebbero accogliere non più di 150 bambini.

Come pensate di fare fronte all'aumento della domanda?

Fin da quando ci siamo insediati abbiamo pianificato nuovi investimenti sulla scuola dell'infanzia, che porteranno alla realizzazione di diverse scuole nei prossimi anni. Ci siamo impegnati con grande responsabilità a ricercare soluzioni praticabili, fuori da ogni retorica e da mere azioni di protesta nei confronti dello Stato, per dare risposta da subito a una domanda elevata e che non aveva trovato risposta. Nel giugno 2012 c'erano 426 bambine e bambini in lista d'attesa, e oggi questo numero si è ridotto a 103, grazie principalmente all'apertura di 9 sezioni a tempo parziale, di cui 1 statale e 8 comunali. A settembre 2013 inaugureremo una nuova scuola dell'infanzia da 75 posti e sono già partiti i lavori per la costruzione di un'altra struttura.

L'impegno del Comune di Bologna nel contesto nazionale e regionale è evidente, ma in condizioni di bilancio sempre più difficili è possibile mantenere questo primato?

I tagli al bilancio comunale e le restrizioni sulle assunzioni di personale, ci hanno portato ad una situazione limite: un impegno finanziario sempre più difficile da mantenere ed una condizione diffusa di lavoro precario, che stiamo ostinatamente cercando di superare. Questo ci impone di richiamare con sempre maggiore forza lo Stato alla sua responsabilità sulla scuola d'infanzia a Bologna. Un riequilibrio tra la gestione statale e quella comunale non è più rinviabile, perché la scarsa presenza di scuole dello Stato si accompagna a una domanda in continuo aumento. E' inaccettabile che, nonostante un impegno del Comune, che non ha paragoni, in un ruolo di sostituzione che lo Stato non ci riconosce in nessuna forma, la scuola d'infanzia per bambine e bambini sia un diritto da riconquistare. Su questo non possiamo e non vogliamo arretrare. Noi continueremo, nonostante i tagli, nonostante i vincoli, a fare la nostra parte. Prima di tutto, la scuola a tutti.

 

Maggiori informazioni sul percorso partecipato Zerosei

AssessorePersonaleScuola@comune.bologna.it