Metropoli: la città che si prepara al futuro indagando nel passato

7 Marzo 2013

Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore, dedica la seconda puntata del nuovo programma tv alla nostra Bologna. Abbiamo chiesto al moderno cicerone un'anticipazione di quello che vedremo sugli schermi televisivi di Rai 3, sabato 9 marzo alle 21.30.  

 

Manfredi, come nasce Metropoli?

“E' il racconto di grandi città italiane che sono state protagoniste del Tardo Medioevo e del Rinascimento, che hanno raggiunto alti livelli per quanto riguarda lo sviluppo economico, l'organizzazione della vita sociale e nel campo dei diritti”.

La seconda puntata l'ha dedicata a Bologna.

“Dopo Venezia era un obbligo. Anche Bologna, come le grandi città italiane, ha vissuto un periodo storico di grande importanza tanto per il nostro Paese, quanto per l'Europa. Non dobbiamo dimenticare la nostra storia, cosa abbiamo fatto, soprattutto in un periodo di crisi come questo”.

“L'Italia di ieri era già piena di futuro” non è dunque solo uno slogan per il promo del programma.

“La nostra è una grande civiltà, dobbiamo ricordarcelo. E a realizzare tutto questo sono stati i nostri antenati, non i marziani”. 

Che Bologna vedremo?

“Abbiamo messo in rilievo l'inizio del '300 quando si formano le grandi famiglie, le torri. L'Università con i suoi saperi. I sotterranei di Bologna, gli antichi corsi d'acqua che sono stati al centro del commercio, dando impulso ad una nuova economia. Non dimentichiamoci poi l'eccellenza della meccanica, che è ancora uno dei punti di forza della città. Del resto molte delle auto tedesche sono realizzate grazie a componenti costruiti in Italia, ed in particolare in Emilia e a Bologna”.

E l'agroalimentare?

“Certo, verrà ricordato. E lo faremo raccontando di una legge ad hoc che considerò criminoso mettere carne di manzo nella mortadella”. 

 

Promo della puntata dedicata a Bologna