“Leggere appartenenze”: al Comune di Bologna 80.000 euro per promuovere la lettura ad alta voce in famiglia e valorizzare le biblioteche

2 Ottobre 2019
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Promuovere la lettura “ad alta voce” in famiglia, valorizzare le biblioteche cittadine e i servizi per l'infanzia. Con questi ambiziosi obiettivi debutta il progetto “Leggere appartenenze” ideato dal Comune di Bologna e finanziato con 80 mila euro dal Centro per il libro e la lettura (Cepell), istituto autonomo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), nell'ambito dei bandi a cui possono accedere i comuni riconosciuti come “Città che legge”.

Bologna è “Città che legge” dal 2018. Il Cepell riconosce questa qualifica ai comuni che garantiscono ai loro abitanti l'accesso ai libri e alla lettura attraverso le biblioteche, le librerie, la presenza di festival, rassegne o fiere in grado di attivare i lettori e creare condizioni che attirino anche coloro che ancora lettori non sono. A questo riconoscimento ha contribuito anche la realizzazione del Patto per la lettura, che rende stabile la collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati.

Il progetto, coordinato dall'Istituzione Biblioteche e dell'Istituzione Educazione e Scuola (IES) del Comune di Bologna, si propone di rendere accessibile la pratica della lettura ad alta voce ai bambini della fascia 0-6 anni e si rivolge alle famiglie attraverso i servizi educativi e culturali, luoghi in cui la lettura può farsi spazio di esperienza e incontro fra identità e bisogni differenti.

Nei nidi e nelle scuole d'infanzia di Bologna circa quattro bambini su 10 sono di nazionalità non italiana. Sono, invece, 200 circa quelli con disabilità certificata. Valorizzare la lettura ad alta voce, anche in lingua non italiana e porre attenzione alle disabilità e alle differenti modalità con le quali si entra in contatto col libro è, dunque, prioritario e non rinviabile.

La lettura diventa così lo strumento per favorire il dialogo e il radicamento, fare fronte a situazioni di deficit, compensare retroterra culturali svantaggiati e concorre alla formazione di una cultura del rispetto e della condivisione. Tutto ciò nella convinzione che, come sostiene l’antropologa Michéle Petit, siano le narrazioni che inducono nei piccoli il senso di appartenenza al mondo. Attraverso l'attenzione ai piccoli, il progetto vuole costituire per le famiglie la possibilità di sviluppare un senso di appartenenza alla città vista come comunità educante. Importante a tal fine è stato il ruolo che hanno svolto l'Associazione culturale Lucerna, l'Associazione Cheburashka a Bologna, l'Associazione Avicenna, Manekineko - cuccioli giapponesi a Bologna e il Centro interculturale Zonarelli. 

In concreto, grazie al progetto nasceranno nuove biblioteche in nove nidi (Lepido, Bolzani, Croce Coperta, Cavina, Viganò, Arcobaleno, Ada Negri, San Donato, La Trottola), 19 scuole d’infanzia comunali (Mazzini, Aldo Moro, Gida Rossi, Presi, Bolzani, Grosso, Dozza, Mago Merlino, Gobetti, Anna Serra 1, Testi Rasponi, Baraccano, Betti 3, Marighetto, Disney, Mazzoni, Savio 2, Ciari, Zamboni) e 8 Centri per Bambini e Famiglie (Girotondo, Il Focolare, Il Monello, Il Salotto delle Fiabe, Il Tempo dei Giochi, Piuinsieme, Tasso Inventore, Zucchero Filato). La nuova dotazione di libri sarà a disposizione dei nidi e delle scuole per le attività quotidiane, ma anche a disposizione delle famiglie che verranno coinvolte in progetti di prestito e in attività legate alla lettura, in rete con le realtà del territorio.

Si potenzierà, inoltre, l'offerta di libri, soprattutto in lingua non italiana, negli spazi lettura comunali gestiti da IES (Bibliò, Biblioteca dei bambini, Leggere Insieme, Soffitta dei libri, C’era una volta), e nelle 10 biblioteche di quartiere. Più libri anche per i tre spazi di Salaborsa Ragazzi collocati fuori dalla biblioteca presso la Cineteca, il Teatro Testoni Ragazzi e il Centro Multiculturale Zonarelli.

Altro fondamentale obiettivo del progetto è la formazione del personale comunale dei servizi 0-6 e delle biblioteche, nonché delle associazioni coinvolte. “Leggere appartenenze” prevede infatti 20 corsi di formazione e seminari che saranno curati da: Associazione QB Quanto Basta, Open Group, Tecnoscienza, Istituto Ciechi Cavazza, Accaparlante, Hamelin, Blu Sole Laboratori, La Baracca-Testoni Ragazzi, Cineteca di Bologna, Istituto Prociechi Roma, Università di Bologna, Politecnico di Milano. Il primo corso di formazione svolto il 23 settembre scorso ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori.

Il progetto “Leggere appartenenze” vedrà il suo coronamento durante il Maggio dei libri 2020, la manifestazione annuale promossa dal Cepell che si tiene in tutti i comuni della rete “Città che legge”. A Bologna, per l’occasione, saranno organizzate iniziative e attività intorno al libro a cura di tutti i soggetti che hanno partecipato al progetto.

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