"Investire nel cambiamento sociale", report del Fondo Anticrisi comunale curato da ActionAid e IRS

14 Aprile 2015

Virtuosa collaborazione fra Amministrazione comunale e organizzazioni del privato sociale e utilizzo al 100% delle risorse comunali stanziate per il Fondo Anticrisi, secondo gli obiettivi indicati. Questi i principali positivi risultati che emergono dal rapporto “Investire nel cambiamento sociale”, curato da ActionAid e Istituto per la Ricerca Sociale (IRS), in collaborazione con il Comune di Bologna e con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il report raccoglie i risultati conclusivi del monitoraggio effettuato sugli interventi realizzati grazie al primo Fondo Anticrisi del Comune di Bologna.

Forme di monitoraggio di questo tipo hanno un grande valore, e andrebbero progressivamente estese a tutte le politiche dell'Amministrazione, al fine mi migliorarne l'efficacia e l'efficienza.

Siglato nel luglio 2013, il Fondo Anticrisi ha finanziato azioni rivolte a lavoratrici e lavoratori estromessi o mai entrati nel mondo del lavoro e l’avvio di attività finalizzate al sostegno alle famiglie in difficoltà. I 4,5 milioni di euro del Fondo sono stati così suddivisi: 1 milione di euro di spesa corrente per interventi di contrasto all’emergenza abitativa, 3 milioni di euro di spesa in conto capitale per lavori pubblici e 500.000 euro di spesa corrente per interventi di contrasto all’emergenza sociale attraverso il bando “Case Zanardi”.

Il rapporto illustra come al 30 novembre 2014, le risorse del Fondo fossero state utilizzate al 100% per gli interventi relativi a canoni concordati, money tutoring, container per il “Piano freddo”, interventi per il decoro delle scuole e manutenzione stradale e per il bando Case Zanardi, che a oggi aiuta 380 famiglie, circa 1.200 persone. Per gli altri interventi, lo stato di attuazione risultava comunque molto avanzato, con previsione di copertura totale della spesa entro la fine del 2014, a dimostrazione della reale rispondenza al bisogno della cittadinanza. Inoltre, si evidenzia una virtuosa collaborazione fra Amministrazione comunale e organizzazioni del privato sociale.

Il Fondo ha finanziato anche sperimentazioni al di fuori dall’ordinaria programmazione sociale e che hanno un grande valore di contenimento del disagio sociale poiché sono capaci di intercettare un’utenza che, solitamente, sfugge a progetti centralizzati di maggiori dimensioni come, ad esempio, la Nuova Social Card. In alcuni casi, queste misure come il progetto “NO TAG” per la rimozione del vandalismo grafico dai muri della città, grazie al successo ottenuto, sono state inserite nella normale programmazione comunale, consentendo di ampliarne le attività e il numero di beneficiari.

Parallelamente, il rapporto mette in luce anche la necessità di un maggiore investimento da parte del Comune in azioni di regia, monitoraggio e riconduzione di tutte le misure di contrasto alla povertà e alla disoccupazione, a un disegno complessivo, con l’obiettivo di ridurre le duplicazioni e ridondanze che ancora permangono a causa della frammentazione del sistema.

Il Rapporto illustra quanto sia indispensabile investire in sistemi di monitoraggio strutturati e multi-dimensionali delle politiche sociali, sia per capire meglio “chi sono” i nuovi poveri, sia per far convergere su di essi interventi sociali mirati ed efficaci, con particolare riguardo a quella fascia di popolazione che rimane esclusa dai percorsi standard di assistenza sociale e di inserimento lavorativo.

Analizzare le esigenze di questa nuova fascia di utenza e valutare gli effetti degli interventi sociali ad essa dedicati è ancora più indispensabile in un contesto nazionale che impone politiche economiche di contenimento e revisione della spesa, con conseguenti tagli ai trasferimenti e restrizione dei fondi per le politiche sociali.

La necessità di passare dall’analisi delle attività all’analisi dell’impatto e dei risultati, è fondamentale per riuscire ad attuare politiche sociali che rispondano effettivamente alle esigenze di chi ne ha bisogno e utilizzare al meglio le scarse risorse disponibili.

“Investire nel cambiamento sociale” cerca di seguire queste indicazioni, riportando non solo dati numerici relativi alla realizzazione delle attività, ma integrandoli anche con interviste video a beneficiari degli interventi e operatori sociali. Le interviste sono disponibili online e integrate nella versione digitale del report.

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