Infarto? La salvezza può arrivare in taxi

4 Febbraio 2015

Una rete mobile di soccorritori non sanitari addestrati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore, in grado di intervenire in pochi minuti da un arresto cardiaco avvenuto in un luogo pubblico. È l’obiettivo del progetto DAE in Taxi (Defibrillatore Automatizzato Esterno) che vede Comune di Bologna e 118 Bologna Soccorso, in partnership con COTABO, impegnati per dotare i taxi di defibrillatori semi automatici e formarne gli autisti al loro utilizzo corretto.

Gli interventi del 118 in soccorso a persone colpite da arresto cardiaco in un luogo pubblico sono visibili anche alla centrale di COTABO che, verificata la disponibilità nelle vicinanze di un taxi con defibrillatore - ad oggi sono 15 - può scegliere di inviarlo in aggiunta ai mezzi 118, per anticipare eventualmente le prime manovre rianimatorie. La tempestività dei soccorsi, infatti, aumenta sensibilmente le possibilità di sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco.

Ogni anno sono circa un migliaio, nel territorio provinciale bolognese, le persone colpite da arresto cardiaco. Grazie al tempestivo intervento del 118, garantito entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa, il 16% di queste sopravvive. Una percentuale che può aumentare anche del doppio se la defibrillazione è praticata immediatamente. 

DAE in Taxi rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione della rete di soccorritori non sanitari adeguatamente formati alle manovre rianimatorie e all’utilizzo del defibrillatore.