Il Fondo sociale europeo per l'occupabilità delle persone vulnerabili

21 Gennaio 2016

Un progetto che coinvolge attivamente tutti i servizi della città di Bologna, nello spirito e in attuazione della legge regionale n. 14/2015 per l'inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, e che grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo, mira a favorire l'inserimento nel mercato del lavoro di 450 cittadini che vivono situazioni di grave difficoltà occupazionale e personale.

Il lavoro congiunto dei servizi ha permesso di identificare nel corso del 2015 il fabbisogno di interventi nell'area cittadina: sono stati segnalati 70 giovani in uscita dai percorsi di comunità per minori o con situazioni familiari caratterizzati da particolare fragilità; 210 adulti in condizione di disagio sociale, inoccupati o disoccupati; 70 adulti in condizione di marginalità estrema, seguiti dai servizi sociali a bassa soglia di accesso; 100 adulti o giovani stranieri richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale.

Su questa base, sono state presentate da enti di formazione specializzati 453 azioni personalizzate, in risposta al primo bando emanato dalla Regione Emilia Romagna sul nuovo ciclo di programmazione del Fondo Sociale Europeo, che prevede un obiettivo specifico dedicato all'inclusione attiva delle persone in condizioni di svantaggio.
Le azioni approvate appartengono a due tipologie: la prima, con 315 azioni, prevede una fase di accompagnamento individuale, percorsi di formazione brevi e tirocini formativi in azienda di 2-3 mesi propedeutici all'assunzione; la seconda, per 138 utenti, è centrata su una formazione più intensa con acquisizione di competenze riconosciute dal mercato del lavoro.

Le Istituzioni coinvolte sono tutte quelle che a vario titolo si occupano delle persone in grave difficoltà, quindi il Comune con l'Area Benessere di Comunità e i suoi servizi territoriali, l'Istituzione per l'Inclusione sociale, l'ASP Città di Bologna, i servizi dell'Azienda USL, la Prefettura che coordina l'accoglienza straordinaria dei rifugiati.

Lo Sportello Lavoro svolge in questa filiera le azioni di analisi e monitoraggio, in particolare: accoglienza della segnalazione; colloquio con le persone segnalate per valutazione delle competenze e delle risorse; abbinamento con le opportunità formative e invio della persone all'ente di formazione; monitoraggio dei percorsi.

Il progetto ha avuto avvio operativo il 1 ottobre 2015 ed è soltanto il primo step di un processo di sostegno alle fasce più deboli del mercato del lavoro che si dipanerà lungo tutto l'arco della programmazione regionale del FSE, quindi fino al 2020.

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