Futuropolis, al via la sedicesima edizione del Future Film Festival

31 Marzo 2014

 “È un uccello! È un aereo! No, è il simbolo della XVI edizione del Future Film Festival!: il goffo omino volante della sigla 2014 del FFF, creato dallo Studio Croma di Bologna, ci è tanto piaciuto da campeggiare anche sul manifesto del festival, come improbabile quanto irresistibile guardiano dello skyline cittadino. Insomma è un vigilante che può permettersi di soffiare il fumo della sua sigaretta in faccia a Superman e che ci piace pensare più dark di Batman.

In un mondo messo in ginocchio dalla crisi economica, il FFF trova energia e linfa vitale nelle sue radici più profonde, nell’amore per l’animazione, mai tanto centrale come in questa edizione della nostra manifestazione. Sì, perché l’animazione non è solo costituita da blockbuster ad altissimo budget, di cui pure il festival offre gustosi assaggi con le anteprime di “Rio 2” di Carlos Saldanha, di “Goool!” Juan José Campanella, regista del film Oscar 2010 “Il segreto dei suoi occhi”, qui all’esordio nell’animazione e con la riproposta dell’Oscar 2014 “Frozen” di Chris Buck e Jennifer Lee, che il FFF proietta in versione karaoke, perché ogni tanto è bello anche giocare e far giocare il pubblico con noi. Animazione è, innanzitutto, ricerca espressiva, controllo totale di tutti i singoli elementi in ogni inquadratura, fotogramma dopo fotogramma.

Il cast di autori di cui presentiamo le opere è quanto di meglio ci sia al mondo oggi, arricchendo la ormai consueta presenza statunitense e asiatica, con i giapponesi Hayao Miyazaki, Katsuhiro Otomo e Touya Sato, il coreano Yeon Sang-ho e Brian Tse di Hong Kong, con creazioni che provengono dal Sudamerica come dalla Francia, dalla Danimarca come dall’Inghilterra. Persino l’Italia mostra una vitalità insperata, tanto da essere presente non solo nell’omaggio a un maestro come Guido Manuli, ma anche grazie ai lavori, diversissimi tra loro, di Alvise Avati, di Stefano Bessoni, di Alessandro Rak e di Gianluigi Toccafondo, mentre la produzione “indie” internazionale è rappresentata, tra gli altri, da Bill Plympton, Don Hertzfeld, PES, Masaaki Yuasa, Vincent Patar e Stephane Aubier.

Lo sguardo del FFF sulle città del futuro diventa così un approfondimento sull’animazione 2014, vista come opportunità di liberazione del cinema dai suoi vincoli e si trasforma al tempo stesso in un lavoro di analisi che coinvolge architetti, urbanisti, esperti di smart city e di sostenibilità, per cercare la via verso una nuova vivibilità, di cui noi tutti abbiamo disperato bisogno."

Oscar Cosulich

Co Direttore Artistico Future Film Festival