Esprit Nouveau. A 40 anni dalla sua costruzione rinasce il padiglione dopo il restauro finanziato da Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna

6 Novembre 2017
Facciata Esprit Nouveau

A quarant’anni dalla sua costruzione, un importante luogo d'arte viene restituito alla città di Bologna. Grazie al Comune di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna che ne hanno finanziato il restauro, completato in soli due mesi. È il padiglione dell’Esprit Nouveau, replica, fedele in ogni dettaglio, dell'edificio ideato da Le Corbusier. Il padiglione fu costruito a Bologna nel 1977, a pochi passi dalle Torri di Kenzo Tange, in occasione della partecipazione della Francia al Salone internazionale dell'Edilizia (SAIE) di Bologna.

Il padiglione dell’Esprit Nouveau è una replica, fedele in ogni dettaglio, dell'edificio ideato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret per l'Esposizione universale di Parigi del 1925. A cinquant’anni dalla demolizione del padiglione originale, l'idea di ricostruirlo nel capoluogo emiliano-romagnolo fu degli architetti Giuliano e Glauco Gresleri, tra i fondatori, assieme a Giorgio Trebbi, della rivista internazionale di architettura e urbanistica “Parametro”, e di José Oubrerie. A eccezione di alcune scelte diverse dei materiali e delle soluzioni tecnologiche, la replica bolognese ha garantito un risultato finale di assoluta fedeltà al prototipo.

La Direzione artistica e l'Alta sorveglianza sulla ricostruzione del padiglione, realizzato in soli tre mesi dall'Impresa Grandi Lavori, vennero affidate al pool di architetti e tecnici dalla Fondazione Le Corbusier di Parigi.

Il padiglione dell’Esprit Nouveau è vincolato dagli strumenti urbanistici del Comune di Bologna come “Edificio di interesse storico architettonico del moderno” assieme a tutto il complesso del Fiera District di Bologna. In occasione del quarantennale della ricostruzione a Bologna del 1977 sono stati eseguiti consistenti lavori di manutenzione, restauro e messa in sicurezza dell'intero edificio, con la supervisione dell'architetto Giuliano Gresleri, a cui è stata conferita la Turrita d'Oro del Comune di Bologna.

I lavori hanno riguardato la completa tinteggiatura degli esterni e della maggior parte degli interni, compreso il restauro della grande scritta "E.N." in facciata, con particolare attenzione al rispetto e ripristino, ove deteriorati, dei cromatismi originali. Si è proceduto, inoltre, alla sostituzione dei sottili cristalli delle vetrate originali con vetri stratificati di sicurezza e al restauro degli infissi metallici; è stato rinnovato il triplice sistema di tendaggi del living, rifatto il percorso pedonale di ingresso esterno e installata la linea vita per l'accesso in sicurezza sul tetto.

All'inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, la vicepresidente, Elisabetta Gualmini, la vicesindaco di Bologna, Marilena Pillati, gli assessori regionali a Cultura e Infrastrutture, Massimo Mezzetti e Raffaele Donini, il presidente dell'Istituto Beni artistici Culturali e naturali, Roberto Balzani, l'assessore alla cultura del Comune di Bologna, Bruna Gambarelli, e l'architetto Giuliano Gresleri, curatore del restauro.

L'edificio è attualmente di proprietà del Comune di Bologna ed è stato preso in gestione dalla Regione Emilia-Romagna nel 2011 tramite una convenzione tuttora in corso. Un'ulteriore convenzione tra Regione Emilia-Romagna e Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna consentirà - a partire da sabato 11 novembre 2017 e per tutti i sabato e domenica (escluso 24 e 31 dicembre) fino a fine gennaio 2018 - di conoscere il padiglione attraverso visite guidate a cura del Dipartimento educativo MAMbo.

Inoltre, in occasione del quarantesimo anniversario della costruzione del padiglione Esprit Nouveau a Bologna, MAMbo, in stretta collaborazione con la Fondation Le Corbusier e con il fondamentale supporto della Regione Emilia-Romagna, ha curato la ristampa anastatica del volume che ne ripercorre la storia: L'Esprit Nouveau. Parigi-Bologna. Costruzione e ricostruzione di un prototipo dell'Architettura moderna, pubblicato nel 1979.