Banda ultralarga, firmato l'accordo con Telecom

14 Aprile 2014

Alla firma dell'accordo, il terzo nel settore banda ultralarga dopo quelli con Metroweb e Fastweb, il sindaco Virginio Merola e Roberto Opilio, Direttore Technology di Telecom Italia, hanno illustrato i nuovi interventi infrastrutturali per la realizzazione delle reti ultraveloci fissa e mobile nella città. Nell'insieme, i tre accordi, accanto al potenziamento della rete civica, disegnano un contesto di attrazione degli investimenti privati per offrire agli utenti alternative fra più operatori.

"L'accordo firmato oggi è per noi di grande interesse, permette a Telecom Italia di portare a termine un intervento molto importante per la città - dichiara il Sindaco Merola -. Dotare Bologna di un'infrastruttura di nuova generazione, come la fibra ottica e la rete 4G mobile, apre nuovi scenari a chi risiede e lavora in città. E' con orgoglio che affermo che Bologna sta per diventare la prima città in Italia a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale europea”. 

Telecom Italia ha investito nella realizzazione della nuova rete in fibra ottica NGAN (Next Generation Access Network) e di quella mobile 4G circa 16 milioni di euro e, grazie alla collaborazione con il Comune, ha potuto realizzare rapidamente le attività di scavo e di posa minimizzando sia i tempi d’intervento sia i relativi costi e l’impatto sulla città. Entrambe le tacnologie consentiranno prestazioni di scambio materiali multimediali a 100 Megabit al secondo.

La copertura interessa circa 180mila unità immobiliari, che diventeranno oltre 200mila entro luglio, grazie alla posa di 550 chilometri di cavi in fibra ottica (di cui solo 35 con scavo e prevalentemente di tipo innovativo a basso impatto per la popolazione) che hanno permesso di collegare oltre 1.000 armadi stradali presenti lungo le vie cittadine per servire un bacino di circa 350mila cittadini. Grazie all’accordo firmato tra Telecom Italia e il Comune, per il completamento dei lavori nell’area della centrale di San Felice potranno essere utilizzate le infrastrutture civili già disponibili, riducendo sensibilmente la necessità di nuovi scavi e, di conseguenza, i disagi per i cittadini.