Al via la messa alla prova per sei detenuti presso Case Zanardi e Protezione civile

8 Ottobre 2015

Entro la fine del mese di ottobre partiranno le prime esperienze di detenuti messi alla prova che potranno espiare parte della propria pena nelle Case Zanardi o presso la Protezione civile. Potranno così dare una mano nei due empori solidali dove ogni settimana 67 famiglie in difficoltà fanno la spesa a punti, raccogliendo e distribuendo gli alimenti, aiutando nei magazzini o negli altri laboratori parte del progetto. Oppure potranno fare attività di supporto nella preparazione dei mezzi della Protezione civile, e dare una mano in occasione degli appuntamenti di volontariato.

"Mettere le persone al centro della propria pena e dare loro la possibilità di lavorare attivamente e di sdebitarsi con la comunità - afferma l'assessore alla Legalità Nadia Monti - è molto importante ed è per questo che, come Amministrazione, abbiamo accettato volentieri di collaborare con il Tribunale di Bologna e oggi firmiamo questa convezione".

Questa possibilità di espiazione alternativa della pena, introdotta con la legge 67/2014, sarà offerta solo alle persone condannate per reati di modesto impatto sociale, a citazione diretta a giudizio, quei reati previsti dal comma 2 dell'articolo 550 del codice di procedura penale come ad esempio violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, oltraggio a un magistrato in udienza, violazioni di sigilli. Reati che, in ogni caso, non prevedono pene superiori ai 4 anni, con o senza multa.

Tra le finalità del progetto: deflazionare il carico carcerario, introdurre un percorso riabilitativo, garantire il risarcimento alla persona offesa del danno subito. Nel processo minorile questa normativa è già nota e in uso, sugli adulti era prevista solo nel caso di pene per guida in stato di ebbrezza e/o sotto gli effetti di sostanze stupefacenti, con l'approvazione di questa nuova normativa si estendono le fattispecie di reati ammissibili. Al momento, sono oltre 160 le domande per la messa in prova arrivate tra uffici del gip, del gup e quelli del dibattimento di Bologna. La messa alla prova ha una durata massima di due anni anche se finora la media è stata di sei mesi.