Affitti in nero... convenienza zero

28 Febbraio 2014

Con il progetto “Affitti in nero … convenienza 0.2”, Guardia di Finanza di Bologna Comune, Agenzia delle Entrate, Università e ER.GO si alleano per contrastare gli affitti in nero. Giunge così alla seconda edizione il piano di interventi in questo campo che, a partire dal 2007, ha portato a 835 controlli fiscali e alla contestazione di oltre 15 milioni di euro di redditi evasi.

Il nuovo progetto rafforza l’attività congiunta che Comune, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza di Bologna conducono nel contesto del “Patto per la legalità fiscale e sociale” stipulato nel giugno 2012.

“Il Comune ha fatto la sua parte segnalando, nel solo 2012, 71 soggetti che denunciavano proprietà sfitte, ma le cui utenze risultavano elevate, - spiega l'assessore alla Sicurezza  Nadia Monti- mentre dall'inizio del 2014 abbiamo segnalato altri 66 soggetti che risultano intestatari di almeno 10 immobili oltre la prima casa, ma che denunciano redditi da fabbricati molto bassi".

La presenza in città di oltre 30.000 studenti fuori sede ha portato alla collaborazione naturale con Università Alma Mater e ER.GO - Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, che favoriranno una più selettiva attività di controllo e, soprattutto, una più capillare attività di informazione sulla normativa che regola le locazioni immobiliari.

A scopo informativo è stata realizzata una guida che illustra le agevolazioni previste dalla normativa fiscale a favore degli inquilini e dei proprietari e riassume le opportunità abitative offerte agli studenti da parte di ER.GO e del Comune. La brochure, che comprende anche un piccolo vademecum per la segnalazione alla Guardia di Finanza delle situazioni di irregolarità, sarà pubblicata sui siti internet dell’Università, di ER.GO e del Comune.

Il contatto con l’utenza sarà inoltre facilitato con la casella di posta elettronica dedicata helpaffitti.bologna@gdf.it, attraverso la quale sarà possibile dialogare direttamente con la Guardia di Finanza.

(Foto con licenza Creative Commons. Fonte Flickr)