Accoglienza diffusa sul territorio per superare la logica dell'emergenza

3 Aprile 2017
Foto Bologna

Dall'accoglienza emergenziale dei rifugiati a quella diffusa sui territori con la creazione di uno SPRAR (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati) metropolitano per favorire strutture di piccole dimensioni e un'integrazione mirata a percorsi di vera autonomia. ASP Città di Bologna lo scorso 31 marzo ha pubblicato un avviso pubblico, unico nel suo genere in Italia, che scadrà il prossimo 2 maggio. In questo modo si vogliono individuare gli enti attuatori del progetto del Comune di Bologna come capofila di 41 comuni della Città Metropolitana di Bologna. Nel bando si individuano 2676 postida sviluppare nel triennio 2017/2019, il valore complessivo del bando è di circa 66,5 milioni di euro in tre anni.

Nella Conferenza Metropolitana dei Sindaci dello scorso 8 marzo è stato condiviso il superamento progressivo dei CAS ( Centri di accoglienza straordinaria) in favore dello SPRAR (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati). L’obiettivo è quello di dare piena attuazione all’accordo tra il Ministero dell’Interno e l’Anci (Associazione dei Comuni Italiani) che istituisce la clausola di salvaguardia, ovvero i Comuni che aderiscono al sistema SPRAR sono esentati da ulteriore accoglienza che può invece essere imposta dal Prefetto per quei Comuni che non aderiscono.

Il Comune di Bologna ha presentato la domanda di finanziamento a valere sul Fondo nazionale per Politiche e i servizi dell’asilo e sarà il diretto interlocutore col Ministero dell’Interno. ASP Città di Bologna svolgerà le funzioni di informazione, ascolto, orientamento e presa in carico di persone e nuclei con particolare fragilità sociale e quelle di coordinamento amministrativo delle procedure di scelta degli enti attuatori. A questi ultimi sarà affidata l’accoglienza dei rifugiati e le altri funzioni di integrazione sociale, mediazione interculturale, formazione e inserimento in percorsi di professionalizzazione.

Le linee guida che contribuiranno all'individuazione degli enti attuatori saranno: la valorizzazione dell’esperienza del triennio precedente in ambito SPRAR, il massimo favore verso l’accoglienza in famiglia e in strutture di piccole e medie dimensioni, l’utilizzo di tutte le possibilità consentite dal nostro sistema normativo per garantire un’adeguata formazione per l’inserimento lavorativo, a partire dall’apprendimento della lingua italiana, valorizzando percorsi di presa in carico individuale orientati all’indipendenza lavorativa e abitativa, l’adeguatezza delle equipe professionali che si occupano di questi percorsi.

In una logica innovativa che rispetta i principi di legalità, trasparenza e salvaguardia della libera concorrenza del Codice degli Appalti e le linee guida dell'ANAC, ASP Città di Bologna ha optato per la modalità della co-progettazione come quella più indicata per individuare gli enti del terzo settore che attueranno il progetto. Gli immobili dove si svilupperà l'accoglienza saranno messi a disposizione sia dagli enti pubblici, Comune e ASP, sia saranno il frutto di autonoma ricerca degli enti attuatori.