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Nel 1884, nell'ambito dell' Esposizione nazionale di Torino, fu realizzata
una mostra dedicata al Risorgimento nazionale, alla quale Bologna
partecipò con numerosi oggetti e documenti. In quell'occasione,
si iniziò a pensare alla istituzione di un Museo del
Risorgimento nella città. |
Qualche anno dopo, all'interno dell' Esposizione
Emiliana del 1888, fu istituito un "Tempio del Risorgimento",
che esponeva anche molte delle memorie già viste a Torino.
L'esposizione ottenne un grande successo tanto che, alla sua
chiusura, il Consiglio comunale deliberò l'istituzione
di un Museo permanente, che venne inaugurato il 12 giugno 1893
in una sala al pian terreno del Museo Civico, con materiali
in massima parte giunti attraverso donazioni. |
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Come gli altri Musei del Risorgimento, anche quello di Bologna sorse con
un duplice intento: da una parte educare il popolo - e particolarmente
le giovani generazioni - agli ideali patriottici, dall'altra
favorire la ricerca storica sul recente passato e fornire strumenti
per il lavoro degli studiosi; la Sala espositiva del Museo fu
destinata ad adempiere alla prima funzione, mentre la Biblioteca
era rivolta prevalentemente agli studiosi.
Nel 1915 ai Musei del Risorgimento venne affidato il compito
di raccogliere documentazione di quella che veniva definita
la "quarta Guerra di indipendenza". Analogamente, durante il
fascismo, che si proponeva come prosecutore ideale del Risorgimento,
vennero raccolti, sebbene con minore determinazione, materiali
dell'impresa fiumana, delle guerre coloniali, della guerra di
Spagna e della seconda Guerra mondiale. |
Chiuso nel 1943, il Museo fu riaperto al pubblico
nel 1954; il suo ambito di interesse si estese alla Resistenza,
assumendo la nuova denominazione di "Museo civico del primo
e secondo Risorgimento". Nel 1962 fu nuovamente chiuso. Nel
1975 venne di nuovo riaperto, con un diverso assetto espositivo:
al "museo-sacrario" affastellato di reliquie, destinato a suscitare
"commozione e reverenza" nel visitatore, si sostituì
un Museo rivolto particolarmente alle scolaresche. |
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Nel 1990 il Museo, affiancato dai depositi dei materiali museali, dalle
strutture didattiche e dal laboratorio di restauro, venne trasferito
alla nuova sede di Casa Carducci.
Nell'occasione, venne realizzato un nuovo percorso
espositivo che partendo dalla Rivoluzione Francese giunge alla
prima Guerra mondiale, tornando in tal modo alle origini, e
nello stesso tempo alla denominazione di "Museo civico del Risorgimento". |
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