| Cataloghi
di mostre
L' aquila su San Petronio. Esercito austriaco e
società bolognese. 1814-1859, a cura di M. Gavelli e O. Sangiorgi.
Bologna, Museo del Risorgimento, 1995. 62 p., tav. col. € 7,50
La presenza dell' esercito austriaco a Bologna
durante la Restaurazione fu tutt' altro che trascurabile: nel periodo
successivo al Congresso di Vienna la città fu attraversata dalle
truppe inviate in Italia meridionale a reprimere i moti murattiani e
carbonari; negli anni '30 divenne comando di piazza dei reggimenti imperiali
chiamati a mantenere l' ordine nello Stato Pontificio, e negli anni
'50 fu soggetta ad una vera e propria occupazione militare.
Ma cosa significava ciò per la vita politica, sociale, economica
e culturale della città? Cosa significava, soprattutto, per la
gente comune? L' opera mira a fare un po' di luce su questo aspetto
della storia cittadina, quasi totalmente dimenticato.
Alle origini dello sport.
Il gioco del pallone prima del calcio. Bologna, Museo del Risorgimento,
1995. 47 p., ill. € 3,50
Il gioco del pallone a bracciale costituisce,
nell' Italia dell' Ottocento, un vero e proprio fenomeno di massa, i
cui aspetti anticipano in modo singolare quelli dello sport nelle moderne
società industriali. Anche Bologna, la città più
vivace dello Stato Pontificio, promosse con particolare vigore la pratica
del gioco del pallone, ed ebbe un proprio Sferisterio, tuttora esistente.
La destinazione di quel complesso architettonico è mutata, ma
la sua storia resta interessante; in essa si intrecciano, così
come nelle vicende del gioco del pallone, storia sociale e storia tout
court, educazione fisica e letteratura.
Colorare la patria.
Tricolore e formazione della coscienza nazionale. 1796-1914, a cura
di M. Gavelli, O. Sangiorgi, F. Tarozzi. Firenze, Vallecchi, 1996. 123
p., tav. col. € 15,00
La Repubblica Cispadana, sorta nel cuore dell'
attuale Emilia-Romagna in seguito al passaggio delle armate rivoluzionari
francesi, fu il primo Stato italiano ad adottare, il 7 gennaio 1797,
la bandiera bianca rossa e verde. Da allora, pur attraverso alterne
vicende, il tricolore è divenuto il principale segno distintivo
del movimento di unificazione italiana e, dopo il 1860, del processo
di formazione dell' identità nazionale.
Attraverso dipinti, stampe, oggetti di uso comune
e quotidiano, capi di abbigliamento, coccarde e bandiere, provenienti
da un ampio numero di istituti pubblici regionali e nazionali, e da
collezioni private, viene proposto un percorso iconografico e visuale
di questo simbolo, dal 1797 alle soglie della prima
Guerra mondiale.
Un giorno nella storia
di Bologna. 8 agosto 1848, a cura di M. Gavelli,
O. Sangiorgi, F. Tarozzi. Firenze, Vallecchi, 1998. 160 p., tav. col.
€ 15,00
La battaglia dell' 8 agosto 1848 (nota anche
come battaglia della Montagnola) costituisce il fatto d' armi più
rilevante e più noto del Risorgimento bolognese.
E' proprio nel '48 che le nuove idee politiche
e sociali ricevettero, a Bologna come in tutta Italia ed in Europa,
una diffusione mai conosciuta prima, divenendo davvero popolari: la
memoria di quell' evento fu vissuta, fin dai giorni immediatamente successivi,
come un momento fondamentale di autoidentificazione collettiva, e la
sua celebrazione costituì per parecchi decenni uno dei momenti
più significativi della vita cittadina.
Seguendo le acquisizioni e le suggestioni della
storiografia più aggiornata, il volume dà spazio non solo
all' epopea quarantottesca e alla ricostruzione di quell' avvenimento
memorabile, ma anche e soprattutto alla sua
rappresentazione, al suo "mito".
Ugo Bassi: metafora, verità
e mito nell' arte italiana del XIX secolo, a cura di C. Collina,
M. Gavelli, O. Sangiorgi, F. Tarozzi. Bologna, Compositori, 1999. 85
p., tav. col. € 15,00
Ugo Bassi (1801-1849) fu uno dei grandi protagonisti
del processo di unificazione italiana, la cui figura venne eternata in
quadri, sculture e stampe, secondo un processo di mitizzazione che, avviato
mentre era ancora in vita, proseguì poi nei decenni successivi.
I dipinti dedicati al Bassi vengono posti in
confronto con opere di Hayez, Morelli, Altamura e altri relative alla
storia cristiana e dei crociati - riconosciute quale metafora del Risorgimento
nazionale. In tal modo, attraverso l' analisi della fortuna iconografica
del frate barnabita viene indagato il passaggio dalla stagione della
pittura storico-romantica, allusiva agli ideali indipendentisti e nazionali,
a quella verista, direttamente descrittiva
dell' attualità risorgimentale.
Albione, Marianna e il bersagliere. Stereotipi nazionali
e stampa satirica nell' Europa tra Ottocento e Novecento, a cura
di R.Balzani e M.Gavelli. Bologna, Nautilus, 2000. 120 p., ill., €
15,00
L' idea di Europa quale noi la intendiamo oggi,
agli albori del terzo millennio, trova un riscontro nel pensiero e nell'
immaginario dei cittadini del vecchio continente di cento anni fa?
A questa domanda intende rispondere il volume
dedicato all' immagine "grafica" delle nazioni e delle nazionalità
europee degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, visti attraverso
la penna spesso irriverente e quasi sempre graffiante dei disegnatori
satirici del tempo: saltano così agli occhi i "caratteri"
nazionali, racchiusi nelle vesti a noi così note dell' inglese
Albione, della francesina Marianna, del tedesco militaresco, dell' italiano
popolano e un po' brigante, dello spagnolo rissoso... Tutto questo attraverso
le pagine delle riviste che a quel tempo svolgevano il compito di solleticare,
attraverso il disegno, l' immaginario popolare anche di quei cittadini
cui, per condizione sociale, era ancora precluso il
mondo delle parole scritte.
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Giovani, volontari e sognatori: i Garibaldini dal
Risorgimento alla Grande Guerra,
a cura di R. Balzani, M. Gavelli, O. Sangiorgi e F. Tarozzi. Bologna,
Costa, 2003.
131 p., ill., € 15,00
Giovani e sognatori, disposti a lasciare famiglia
ed affetti per seguire le chiamate del Generale Garibaldi, i garibaldini
si recarono ovunque nel mondo ci fosse la possibilità di combattere
per gli ideali di libertà ed uguaglianza: il garibaldinismo divenne
così uno straordinario fenomeno sociale e generazionale, evento
inedito nella storia europea del XIX secolo, che ebbe modo di perpetuarsi
sino alla metà del secolo successivo. Il volume, catalogo della
mostra omonima, intende ricordare queste generazioni, attraverso la
presentazione di materiali a loro legati, giunti a noi nel corso del
tempo grazie alle generose donazioni degli stessi volontari, ormai anziani,
o dei loro discendenti.
Nel volume viene presentato questo mondo intessuto di idealismo ed avventura,
attraverso l' esame di oggetti e documenti, con l’occhio rivolto
soprattutto alla ricostruzione delle vite di questi giovani, che risultano,
nonostante la lontananza temporale, ancora attualissimi e vivissimi.
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Altre pubblicazioni
Risorgimento e teatro a Bologna 1800-1849, a
cura di M. Gavelli e F. Tarozzi. Bologna, Patron, 1998. 265 p., ill.
€ 15,00
La pubblicazione di testi teatrali risorgimentali
inediti, i cui originali sono conservati presso la Biblioteca del Museo
del Risorgimento, si accompagna ad un ampio lavoro di studio sul teatro
politico a Bologna nella prima metà dell' Ottocento.
Completano il volume un profilo bio-bibliografico
degli autori ottocenteschi e un ampio corredo iconografico tratto
da documentazione dell' epoca.
Un' arma racconta la sua storia,
testi di M.G. Bonfiglioli, M.T. Ganzerla e O. Sangiorgi, disegni
di C. Pesci. Bologna, DSE, 1999. 63 pagine tutte illustrate. €
7,50
Un bel libro a fumetti per raccontare alcuni
decenni della storia nazionale e cittadina attraverso l' avventura di
un cimelio conservato presso il Museo del Risorgimento. Protagonista
della vicenda, ricostruita con un preciso lavoro di ricerca e documentazione,
è un fucile a pietra focaia, prodotto in Francia nel XVIII secolo,
passato nelle mani dei rivoluzionari francesi e dei soldati di Gioacchino
Murat, arrivato a Bologna nel 1815, imbracciato dai patrioti nel 1831
e che, pur essendo decisamente antiquato, per una serie di circostanze
imprevedibili venne infine utilizzato durante la memorabile battaglia
dell' 8 agosto 1848.
Cent' anni fa Bologna.
Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi,
a cura di O. Sangiorgi e F. Tarozzi. Bologna, Costa, 2000. 289 p., ill.
€ 22,50
Il volume presenta una collezione di 152 antiche fotografie della città,
eseguite tra il 1857 e il 1903, raccolte dal primo direttore del Museo
del Risorgimento Raffaele Belluzzi e tuttora conservate presso la Biblioteca
di questo istituto.
Edifici e monumenti che non esistono più, avvenimenti a suo tempo
sensazionali ed oggi quasi dimenticati, feste di cui si è persa
la memoria... attraverso queste immagini emergono i tratti per molti
aspetti inediti, a volte del tutto ignorati, della nostra città.
Ogni fotografia è accompagnata da una scheda storica che ne illustra
il contesto, permettendone una lettura adeguata.
L' opera è arricchita da due saggi storici su Raffaele Belluzzi,
- un protagonista di primo piano delle vicende bolognesi di quel periodo,
amico di Carducci, Filopanti, Ceneri; da un' appendice biografica relativa
ai fotografi, donatori e personaggi raffigurati, da una bibliografia
e dall' indice dei nomi.
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Dai campi di battaglia a Caprera. Le Osservazioni
di Giuseppe Nuvolari alle Memorie del Generale Garibaldi, a cura
di M. Gavelli, O. Sangiorgi e F. Tarozzi. Bologna, Museo civico del
Risorgimento, 2005. 146 p, ill. € 15
Il volume, edito dal Museo civico del Risorgimento di Bologna, contiene
la trascrizione di un lungo manoscritto inedito recentemente acquisito
dal Museo, che propone una visuale sull' Eroe dei Due Mondi molto personale
e particolare, ma vivissima ed intrigante.
Il testo venne scritto a commento delle Memorie autobiografiche di Garibaldi
dal mantovano Giuseppe Nuvolari (1820-1897) volontario e stretto collaboratore
del Generale sia sui campi di battaglia che nel ritiro di Caprera, dove
soggiornò per lunghi periodi e dove "si trovò a parte
di ogni segreto".
Questo testo, scritto in un linguaggio grammaticalmente scorretto e
spesso semi-dialettale, ma estremamente efficace e colorito, ci restituisce
un ritratto decisamente inconsueto e di primissima mano di Garibaldi,
visto nei panni dell' eroe che risolve anche le situazioni più
difficili, che ha rapporti "extra-istituzionali" con il Re
Vittorio Emanuele e con i ministri del Regno, che progetta la liberazione
delle Terre irredente, ma che, nella "sublime" povertà
di Caprera si trova alle prese con la banale quotidianità dei
problemi familiari e domestici.
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