| Numerosi sono gli Archivi conservati presso la Biblioteca.
Tra essi segnaliamo l'Archivio della Società
del Casino (1810 ca.-1870 ca.), quelli della Società
Operaia di Bologna (1860-1913), della Società
Pirotecnica Italiana (1865 ca.-1920 ca.), gli archivi di
diverse società di Reduci e Superstiti
delle battaglie risorgimentali, l'Archivio della Sezione
Bolognese dell'Istituto Fascista dell'Africa Italiana e
quello del Comitato Emiliano-Romagnolo per l'Indipendenza
del Montenegro.
Per la conoscenza degli inizi del socialismo va ricordato il fondo contenente
carte e stampati di Giuseppe Barbanti Brodano
(1853-1931), l'avvocato che difese Andrea Costa ed altri internazionalisti,
nonché manoscritti relativi al movimento
anarchico romagnolo e nazionale di fine Ottocento (Acquisto
Gollini).
Il Fondo Alberto Dallolio (1852-1935),
uomo politico bolognese che fu Sindaco della città dal 1891 al
1902, contiene numerosi autografi di personaggi del Risorgimento, e
in particolare dei protagonisti del processo di unificazione nazionale:
Farini, Minghetti, Tanari, Casarini, e altri.
Importanti anche i fondi collezionistici creati all'inizio del Novecento
riunendo materiale documentario di diversa provenienza. Il più
importante è quello delle "Posizioni
d’archivio", costituito da oltre 2500 fascicoli
ordinati alfabeticamente e intestati a personaggi, luoghi o avvenimenti
del Risorgimento.
Fondi analoghi sono dedicata alla Prima
e alla Seconda Guerra Mondiale (quest'ultimo
contiene anche documenti relativi a fascismo e dopoguerra).
Fondi consultabili in sede distaccata,
presso
Archivio Storico del Comune di Bologna:
Dall'estate 2002, dopo un complesso lavoro di riordino, è stato
messo a disposizione del pubblico anche l'Archivio
della Casa di Rieducazione professionale per mutilati di guerra,
costituito da 133 buste e registri, seguito nel giugno 2003 dall’Archivio
della Guardia Civica Pontificia di Bologna, costituito da
96 buste, registri e mazzi, e nel 2005 dall'Archivio
dell'Ufficio Notizie per le famiglie dei militari - Sezione di Bologna
(1915-1919), composto da 126 buste.
La Casa di Rieducazione professionale per mutilati
e storpi di guerra, attiva a Bologna negli anni del primo
conflitto mondiale, fu istituita dal locale Comitato per l’assistenza
agli invalidi di guerra, col quale collaboravano anche le forze armate
e l'Istituto Rizzoli, specializzato in protesi ortopediche. Il recupero
della capacità lavorativa dei militari mutilati avveniva privilegiando
i lavori di piccolo artigianato, ma si insegnava anche l'allevamento
di piccoli animali domestici, ed erano attive scuole di dattilografia,
telegrafia, ciclismo, automobilismo, cultura generale.
Quando cessò di funzionare, l'archivio e la piccola biblioteca
della Casa furono donati al Museo del Risorgimento. La biblioteca (costituita
da pubblicazioni d'epoca riguardanti l'assistenza e il recupero dei
mutilati di guerra) e una collezione di fotografie della Casa sono conservati
presso il Museo del Risorgimento e da tempo sono a disposizione del
pubblico, all'interno della sezione relativa alla prima Guerra mondiale.
La Guardia Civica Pontificia
fu istituita da Pio IX il 5 luglio 1847, con il compito di "difendere
il suo legittimo Sovrano, mantenere l'obbedienza alle leggi, e conservare
o ristabilire l'ordine della pubblica tranquillità, coadiuvando,
ove faccia d’uopo, le milizie attive dello Stato".
Organizzata su base comunale, ne facevano parte tutti i cittadini e
gli esteri legalmente domiciliati: possidenti, proprietari, negozianti,
esercenti professioni scientifiche o liberali, impiegati a soldo fisso,
artigiani e capi di bottega, di età compresa tra i 21 e i 60
anni.
Il suo servizio ordinario si svolgeva prevalentemente all'interno della
città, ma poteva anche svolgere servizi straordinari sul territorio
e appoggiare l'azione dell'esercito. Strutturata in compagnie e battaglioni,
era sottoposta all'autorità dei Comuni. La Guardia Civica di
Bologna partecipò alle vicende della Prima Guerra di Indipendenza
e della Repubblica Romana, finché venne sciolta il 18 maggio
1849, in seguito alla conquista della città da parte delle truppe
austriache.
L’Archivio dell’Ufficio Notizie
per le famiglie dei militari - Sezione di Bologna (1915-1919),
costituito dalle carte e dalle schede prodotte dall’Ufficio
Notizie per le famiglie dei militari, attivo a Bologna tra il giugno
1915 e gli anni Venti.
L’Ufficio Notizie per le famiglie dei militari venne
creato poco dopo l’ingresso dell’Italia nella prima Guerra
mondiale, per facilitare le comunicazioni sui soldati al fronte tra
il Ministero della Guerra e le rispettive famiglie. A tal fine, esso
provvedeva a raccogliere e conservare tutte le informazioni riguardanti
ogni singolo militare, provenienti non soltanto dalle fonti ufficiali,
ma anche dai cappellani militari, dalle infermiere da campo e da volontarie
- le cosiddette “dame visitatrici” - che registravano i
movimenti di entrata e uscita dei militari negli stabilimenti - caserme,
ospedali, ecc. - dislocati fuori dalla zona di guerra.
Un Ufficio centrale, con sede a Bologna, dirigeva e coordinava il lavoro
di sedici Uffici di Sezione, che operavano sul territorio, servendosi
anche di Sottosezioni e Gruppi nei centri minori.
Ogni Sezione redigeva due schedari: il primo con le notizie relative
a tutti i militari residenti nel territorio di propria competenza, il
secondo relativo ai militari caduti che risiedevano o erano deceduti
nel proprio territorio.
L’archivio è composto di 126 buste per quasi 100.000 schede,
comprende i due schedari di cui si è detto, ordinati alfebeticamente.
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