MITICO ! Dei ed eroi a misura di bambino
mostra a cura di: Comune di Bologna - Museo Civico Archeologico, ISIA di Urbino, Fiera del Libro per Ragazzi
1 aprile- 15 giugno 2008
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| A partire dalle raffigurazioni dei più noti miti greci, presenti sui vasi attici del Museo Civico Archeologico di Bologna, gli artisti dell'ISIA di Urbino hanno tradotto in 30 tavole a colori le storie degli dei e degli eroi della Antica Grecia.
La mostra, rivolta soprattutto ad un pubblico di giovani e giovanissimi, propone la rilettura di un importante patrimonio figurativo dell'antichità per avvicinarlo allo sguardo sempre curioso dei piccoli visitatori.
Gli illustratori dell'Isia di Urbino sperimentano materiali e tecniche in modo da trovare nuovi ed originali linguaggi figurativi, per poter integrare in modo stimolante l'esperienza della visita al Museo.
Figura centrale di questo viaggio è Eracle, personaggio dalle mille avventure che i piccoli visitatori impareranno a conoscere lungo il percorso proposto, e con il quale, alla fine della visita, potranno immedesimarsi grazie alle divertenti installazioni disposte nel cortile del Museo, pronte per una "mitica" foto ricordo.
Inaugurazione martedì 1 Aprile alle 18,00
orari di apertura
lunedì-venerdì: 9,00 - 14,30
sabato, domenica e festivi: 10 - 18.30
chiuso il lunedì e il I Maggio
Ingresso libero
Per info:
Museo Civico Archeologico
tel 051/2757211
mca@comune.bologna.it
oppure visita il sito dell'ISIA di Urbino
www.isiaurbino.it/
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EDOARDO BRIZIO (1846-1907).
UN PIONIERE DELL'ARCHEOLOGIA NELLA NUOVA ITALIA
mostra a cura di: Comune di Bologna - Museo
Civico Archeologico; Comune di Bra - Museo di Palazzo Traversa
1 marzo - 15 luglio 2008
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| Il 5 maggio 1907, a breve distanza dall'amico e collega Giosue
Carducci, moriva Edoardo Brizio. Primo direttore del Museo Archeologico,
docente di archeologia dell'Università di Bologna e titolare della
tutela archeologica del territorio, Brizio fu figura di primo piano
nella cultura italiana post-unitaria. Partecipò infatti da protagonista
a quella profonda revisione di metodi e contenuti che, nella seconda
metà dell'800, investì l'archeologia italiana, facendola uscire
dalle polverose stanze degli eruditi. Scavi controllati, tutela
del territorio, moderni musei: l'ossatura delle nostre strutture
di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nacque proprio
in quegli anni, dalla ferma volontà di un manipolo di uomini che
vedeva un nesso profondo fra il "restituirsi ad unità" della patria
e la ricerca delle sue radici prime e del suo glorioso passato.
Sono questi anche gli anni in cui l'archeologia si apre allo studio
del passato più antico dell'uomo e contamina il suo sapere con quello
dei naturalisti e dei geologi. La mostra didattica che il Museo
Civico Archeologico ha organizzato in collaborazione con il Comune
di Bra, città natale di Brizio, ripercorre le tappe fondamentali
della vita di questa grande personalità dell'archeologia italiana,
e si apre in significativa concomitanza con la chiusura della mostra
che l'Archiginnasio ha dedicato a Giosue Carducci, che fu pieno
di interesse per ciò che il collega archeologo andava scoprendo
i quegli anni sulle antiche genti che popolarono Bologna, tanto
da trasporne poeticamente le teorie nell'ode "Fuori dalla Certosa
di Bologna".
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Inaugurazione sabato 1 marzo alle 12,00
orari di apertura
martedì-venerdì: 9 - 14.30
sabato, domenica e festivi: 10 - 18.30
lunedì chiuso
Ingresso libero
Per info:
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2
Tel. +39 051 2757211
mca@comune.bologna.it
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Ritratto di Edoardo Brizio |
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Edoardo Brizio sullo scavo di Villa Cassarini,
dove oggi sorge la Facoltà di Ingegneria; ripetute campagne
di scavo hanno messo in luce strutture abitative e l’acropoli
della Bologna etrusca |
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Scarica
l'invito (pdf 328KB) |
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GIANNI DE LUCA. IL DISEGNO
PENSIERO mostra
a cura di: Hamelin Associazione Culturale, Comune di Bologna - Museo
Civico Archeologico
7 marzo - 4 maggio 2008 -
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| BilBOlbul (Festival
Internazionale del Fumetto, Bologna 5-9 marzo 2008) prosegue,
nella sua seconda edizione, con l’obiettivo di riportare all’attenzione
l’opera di grandi maestri che non hanno ancora avuto un diffuso
e meritato riconoscimento artistico. Quest’anno la mostra
principale del festival sarà dedicata a Gianni
De Luca, di cui saranno esposti i lavori di tutta la sua
carriera, più che quarantennale.
"Gianni De Luca. Il disegno pensiero" esporrà circa
250 opere, grazie alla collaborazione di Laura De Luca e di alcuni
altri collezionisti: dalle tavole della prima storia pubblicata
su “Il Vittorioso”, Il mago Da Vinci, a tutta
la produzione di cine-romanzi storici, alle illustrazioni e copertine
per “Il Giornalino”, fino ai grandi capolavori de Il
commissario Spada, della trilogia shakespeariana, di Paulus,
senza dimenticare i rifacimenti de Il giornalino di Gian Burrasca
o de La freccia nera, e i disegni inediti.
La mostra, che avrà un percorso cronologico, permetterà
allo spettatore di seguire gli sviluppi dello stile di De Luca,
di apprezzarne l’eleganza del segno, la plasticità
delle figure, la varietà incredibile di soluzioni tecniche,
la precisione nella documentazione storica, la grande attenzione
e resa delle architetture - che non hanno mai una mera funzione
scenografica ma diventano esse stesse personaggi -, la capacità
di creare indimenticabili gallerie di ritratti.
Particolare spazio sarà dato alle più significative
innovazioni formali ideate da De Luca attraverso una ricerca che
si fa via via più tesa e originale a partire dal 1970 e dalla
pubblicazione de Il Commissario Spada, opera assai coraggiosa
anche sul piano del contenuti, se si pensa che nelle storie appariranno,
in certi casi per la prima volta in assoluto, temi come la droga,
la criminalità organizzata, la crisi della nostra società
dopo il miracolo economico, lo scontro generazionale, le comunità
hippies, il terrorismo, le ombre della guerra civile durante la
Resistenza.
De Luca, vero e proprio regista in grado di pensare e dare forma
ai diversi contenuti che via via si trova a rappresentare, inventa
soluzioni sempre più rivoluzionarie, ma mai gratuite e senza
perdere in fluidità di lettura: la rappresentazione del movimento,
le inedite soluzioni nell’impaginazione della tavola, l’annullamento
della scansione delle vignette a favore di uniche “tavole-sequenza”,
la compresenza di tecniche pittoriche e grafiche: tutte invenzioni
che lo pongono a pieno diritto tra i grandi sperimentatori internazionali
a lui coevi: da Crepax a Moebius, da Eisner a Toppi.
La mostra infine vuole essere anche un invito a confrontarsi con
l’estrema consapevolezza teorica dell’autore: schivo
nei modi e sempre legato al mondo poco appariscente del fumetto
per ragazzi, De Luca ha via via elaborato lucide riflessioni sul
fare fumetto, sul ruolo civile e pedagogico di chi crea immagini,
sul disgeno come forma di pensiero e di esplorazione della realtà:
“Disegnare è seguire linee, trasformazioni, regressi,
accettare deperimenti ed involuzioni. Il disegno insegna ad accettare
la vita e i suoi sradicamenti. Forse. A non rimanere per sempre
mummificati davanti a quello che si sceglie di vedere una volta
per sempre".
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Inaugurazione giovedì 6 marzo alle
19,00
orari di apertura
martedì-mercoledì: 10 - 15
giovedì-venerdì: 15-18.30
sabato, domenica e festivi: 10 - 18.30
chiuso il lunedì e il I Maggio
Ingresso libero
Per info:
Hamelin Associazione culturale
tel 051/233401
info@bilbolbul.net
http://www.bilbolbul.net/
UFFICIO STAMPA
Pepita Promoters
tel. 051.291980
info@pepitapromoters.com
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| Giovanni Battista
Belzoni: un Indiana Jones alla riscoperta dell’Egitto
prorogata fino al 30 giugno 2008 |
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Nel 1821 Giovanni Battista Belzoni, che può essere definito
allo stesso tempo un uomo di spettacolo, un ingegnere idraulico,
un archeologo, uno scrittore, un esploratore, dedicò alla
sua fortunata scoperta nella Valle dei Re della tomba del faraone
Sety I la prima mostra egittologica di ogni tempo, ricostruendone
alcuni ambienti in dimensioni reali all’interno dell’Egyptian
Hall di Londra, e per farlo utilizzò i calchi in cera dei
rilievi e le riproduzioni ad acquerello delle pitture fatti in loco.
La mostra inaugurò il 1 maggio 1821 e fu l’evento dell'anno,
visitata da centinaia di migliaia di londinesi (solo 2000 il primo
giorno).
A quasi duecento anni di distanza, il Museo Civico Archeologico
di Bologna ed il Biografilm Festival – International Celebration
of Lives, in collaborazione con il City Museum & Art Gallery
di Bristol che conserva gli acquerelli originali del Belzoni e con
il contributo ABO Autostazione s.p.a., di Fiat Lancia, di Vip Mediacom,
hanno pensato di rendere omaggio a Belzoni archeologo riallestendo
la stessa mostra presso la Sezione Egiziana del Museo Civico Archeologico
di Bologna dove si conservano ben 11 statuette funerarie provenienti
dalla tomba di Sety I. Nella corte vetrata del Museo sarà
costruito un modello in scala 1:3 della camera funeraria e dell’attigua
sala a pilastri di questa sepoltura, che con i suoi oltre 120 metri
di lunghezza è la più grande e forse la più
bella fra tutte le tombe regali del Nuovo Regno, per far rivivere
al pubblico almeno una parte delle emozioni provate dal Belzoni
al momento dell’eccezionale scoperta, in attesa che la vera
tomba nella Valle dei Re torni ad essere visitabile.
L’inaugurazione della mostra, inserita nel programma della
terza edizione di Biografilm Festival – International Celebration
of Lives che si svolgerà a Bologna dal 6 al 10 giugno 2007
presso la Manifattura delle Arti, anticipa di qualche giorno il
focus dedicato alla vita da film di Giovanni Battista Belzoni che
si terrà il 7 giugno 2007 a cura di Mauro Tinti.
Scarica l'ingradimento
della locandina
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l'immagine della tomba da ritagliare
(.pdf 556 kb)
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il programma Belzoni (.PDF 2389 kb)
Orari di apertura:
martedì - venerdì dalle 9 alle 14,30;
sabato e festivi dalle 10 alle 18,30
Ingresso libero
Museo Civico Archeologico di Bologna,
Via dell'Archiginnasio 2 - 40124 BOLOGNA
Ufficio Stampa
Daniela Picchi, tel. 0039 051 2757206
daniela.picchi@comune.bologna.it
Ufficio Stampa THE CULTURE BUSINESS
Alice Boscardin, tel. 0039 051 6360582
press@theculturebusiness.it
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per gentile concessione
del
City Museum & Art Gallery di Bristol |
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