PRG 1958

Piano Regolatore Generale

Adozione: 12/10/1955

Approvazione: 18/04/1958

Sindaco: Giuseppe Dozza


Orientamento strategico

Il Piano di Ricostruzione è stato realizzato solo al 50% e la necessità di un nuovo Piano Regolatore è sempre più pressante. Per questo, l’Amministrazione Comunale, fra le prime in Italia, affida ad una Commissione (composta anche da coloro che avevano vinto il concorso del 1938 ed elaborato il Piano del 1948) l’incarico di redigere il nuovo Piano Regolatore, in attuazione della Legge Urbanistica 1150 del 1942, che sancisce l’obbligo di adottare il Piano Regolatore.Le caratteristiche fondamentali si possono sintetizzare in 5 punti:

  • Organizzazione funzionale del territorio urbano e sua preordinata espansione: dato l’aumento del traffico, si avverte la necessità di intervenire sullo sviluppo e l’organizzazione della viabilità sotto i vari aspetti (stradale, edilizio, igienico) integrando e potenziando la rete stradale al fine di allontanare i traffici pesanti dal centro storico;
  • valorizzazione dei servizi nei quartieri periferici con l’obiettivo di renderli autonomi;
  • espansione residenziale verso zone salubri e amene (sud-est e sud-ovest) nonché verso la collina - anche se in minor misura –; l’espansione verso nord ha invece motivazioni di natura economica (zone industriali, zone di interesse collettivo: Aeroporto, Fiera, Mercato Bestiame, Macello).
  • Azzonamento (come previsto dalla L.1150/42): suddivisione della città in zone monofunzionali – residenziali, industriali, speciali (ospedaliere, militari, annonarie, ricreative…) -, all’interno delle quali gli edifici vengono disciplinati da specifiche regole edilizie.
  • Condizioni di sviluppo ed organizzazione dell’abitazione: nell’aggregato urbano esistente, si sceglie di risanare gli isolati in pessime condizioni igieniche; nella periferia, si creano nuovi quartieri dotati di mercati per il dettaglio, centri commerciali, succursali comunali…
  • Condizioni di sviluppo ed organizzazione della produzione e lavoro: decentramento di uffici e servizi per una migliore distribuzione del traffico e spostamento delle industrie nocive o moleste.
  • Condizioni di sviluppo ed organizzazione delle zone verdi e ricreative: data la grave insufficienza di spazi verdi, se ne vogliono creare di nuovi nelle zone di espansione, mentre si cerca di ricavarne nelle zone preesistenti. Lo scopo è di raggiungere i 7.484.200 mq totali contro i 405.700 mq attuali.

Il Piano ha una previsione di un trentennio per il suo compimento e stima il raggiungimento di un milione di abitanti ad avvenuta saturazione di tutte le aree di espansione. Al 1955 la popolazione è di 308.000 abitanti.


Modalità di attuazione

  • All’esterno del nucleo antico, si costruiscono nuove strade in appoggio alle arterie principali di scorrimento con la creazione di sottopassaggi e cavalcavia in corrispondenza di importanti rami stradali. All’interno del centro storico, si cerca di evitare ulteriori sventramenti ma si interviene allargando strade, soprattutto dove la demolizione  degli edifici è necessaria. Esempi di interventi sono: l’allargamento via Riva Reno e via della Grada con copertura del canale Reno; prolungamento delle vie Irnerio – Mille collegandosi con via Casarini.
  • Abolizione della Borsa Valori e Merci, precedentemente ricavata in Palazzo Comunale, che congestionava il traffico all’incrocio delle vie Ugo Bassi – Rizzoli – Indipendenza. Questo permette di riportare quest’ala del Palazzo alla sua primaria destinazione d’uso, ovvero sede di uffici comunali.
  • Previste nuove autorimesse sotterranee o parcheggi in superficie (studio per Piazza Roosevelt e Piazza VIII Agosto).
  • Graduale trasformazione delle linee tranviarie in autobus e linee filoviarie, con la creazione di una stazione di autolinee fra viale Masini e la Montagnola, per un totale di 20.000 mq.
  • Definizione di tipi edilizi per ogni isolato. La tipologia è standard negli isolati esistenti, mentre è nuova per gli isolati riedificati o da risanare.
  • Conservazione e valorizzazione delle facciate e dei portici; la demolizione, dove necessaria, deve interessare solo la parte retrostante degli edifici.
  • Decentramento di industrie nocive e moleste prevalentemente a nord e nord-est, in quanto sottovento e facilmente collegabili con gli impianti ferroviari e le arterie viarie più importanti.
  • Potenziamento delle attività e di attrezzature di carattere direzionale lungo l’asse di via Marconi – Amendola.
  • Per motivi igienici o di disturbo della quiete pubblica e per consentire uno sviluppo più organizzato della città, si trasferiscono o sopprimono alcune attività: gli impianti militari, i mercati (Mercato Coperto di via Ugo Bassi, Mercato Bestiame di via Berti), la Fiera (fino ad ora allestita allo Stadio Comunale o nella Montagnola) e il Macello di via Lame.
  • L’Ospedale Maggiore, la cui sede di via Riva Reno è stata distrutta dai bombardamenti della guerra, trova una nuova destinazione negli ex Prati di Caprara lungo la via Emilia Ponente, in simmetria rispetto al Policlinico Sant’Orsola, che viene ampliato a sua volta.
  • Aree verdi e ricreative: creazione di 6 nuovi parchi pubblici, in aggiunta ai Giardini Margherita, distribuiti razionalmente nel restante territorio urbano (lungo il Reno, il Savena, in collina); creazione di nuovi giardini di svariate dimensioni in rapporto alle necessità igieniche e ricavati all’interno del centro storico; sistemazione di campi da gioco per l’infanzia; sistemi di strisce a verde e alberate per isolare le zone industriali e trafficate; vincolo ai principali giardini privati dotati di alberature.
  • Costruzione e risanamento di alcuni Istituti Universitari, in particolare lungo l’asse di via Zamboni, data anche la condizione antigienica in cui versano, e lungo viale Risorgimento per la facoltà di Ingegneria e Chimica Industriale. Superficie totale di zona universitaria di 270.000 mq.