1875:
Francesco Bonini vende l’edificio e i locali annessi (un fabbricato ad uso stalla, rimessa e fienile, la casa su tre piani abitabili, granai e sotterranei) a Petronio Carletti per 85.000 lire. Il contratto prevede la collocazione di un medaglione di marmo con il ritratto di Pietro Bonini, in sostituzione di quello già esistente in gesso. Alla morte, di lì a poco, di Petronio Carletti, l’Arena passa in eredità alla vedova, Carlotta Mancini.
A partire dal 1887:
l’Arena del Sole rimane chiusa per il completamento di via Indipendenza, nuova direttrice fra Piazza Maggiore e la Stazione Ferroviaria. Sotto i portici si aprono numerose attività commerciali, banche, alberghi e luoghi di spettacolo e di divertimento. L’Arena del Sole si trova così inserita in un luogo prestigioso e cruciale di Bologna, favorito anche dallo slargo che le si apre davanti e che ospita prima la statua di Ugo Bassi, e in seguito quella di Giuseppe Garibaldi. I lavori comportano l’abbattimento del muro dell’antico convento e l’eliminazione del prato antistante, mentre si dà il via all’espropriazione dei terreni circostanti. Il teatro riapre dopo aver subito numerose modifiche, la più importante delle quali è il nuovo fronte porticato (progetto dell’ing. Gaetano Rubbi) che presenta la scritta LUOGO DATO AGLI SPETTACOLI DIURNI, e le statue sulla facciata (ad opera di Alfredo Neri). La pianta ellittica è sostituita da pareti perimetrali, mentre viene utilizzato per la prima volta un impianto di illuminazione a gas, consentendo così una maggiore fruizione serale
1888:
l’Arena viene lasciata in eredità dalla vedova Mancini Carletti all’Ospizio dei Vecchi Settuagenari di San Giuseppe annesso al Ricovero di Mendicità Vittorio Emanuele II (l’attuale Istituto Casa di Riposo Giovanni XXIII). Inizia così il lungo susseguirsi di contratti d’affitto che vedrà alternarsi la gestione dei più importanti impresari teatrali cittadini.
1891:
vengono fissati i prezzi dei biglietti, ovvero prezzi popolari da non modificare (salvo che per alcuni spettacoli di particolare rilevanza), su disposizione testamentaria del donatore Petronio Carletti.