1810-1860

5 luglio 1810:

alle ore 17 la compagnia di Bartolo Zuccato inaugura l’Arena del Sole, un teatro in muratura di ispirazione neoclassica, anticlassista, antibarocca. Il teatro sorge sull’antica area conventuale di via San Giuseppe, appartenuta alla corporazione delle Domenicane di Santa Maria Maddalena, ordine soppresso in età napoleonica. Il proprietario è il coramaio Pietro Bonini, che inizia i lavori di costruzione di «un’Arena atta per l’esercizio di comiche Rappresentazioni» già nel 1802, su progetto di Carlo Asparri. Il teatro nasce esclusivamente diurno e stagionale (da Pasqua a Settembre), con prezzi accessibili e una programmazione volutamente popolare (prosa, balli, giochi, circo), con una media di due spettacoli a settimana. Dal punto di vista strutturale, la cavea si presenta a ferro di cavallo, a cielo aperto (sullo stampo del teatro greco), articolata su sei gradoni. Fra questi e il boccascena, trovano posto numerose panche, per un totale di 900 posti. In alto era stata ricavata inoltre una sorta di galleria con due file di gradoni. Il tutto circondato da un muro di contenimento decorato nella parte superiore a trompe-l’oeil con un motivo di nicchie e drappi intercalati da colonne ioniche. La posizione dell’Arena è decisamente strategica, in quanto si trova nei pressi del passeggio della Montagnola e della Piazza del Mercato.

anni ‘30:

prime difficoltà per l’Arena del Sole, che rimane chiusa tra carestie ed epidemie e stenta a decollare. Claudia Bonini, subentrata nella conduzione dell’Arena al padre Pietro, chiede alla Direzione degli Spettacoli che sia concesso di dare tre rappresentazioni settimanali: all’Arena spettano il martedì, il giovedì e il sabato (in alternanza con l’Arena San Lorenzo, allora situata in via Castiglione angolo via Castellata). Vengono autorizzate le prime timide recite notturne, a patto che venga assicurata un’illuminazione tramite candele di sego e stoppini fiammeggianti, allo scopo di «impedire qualunque indecenza».

1848:

a seguito dell’occupazione della città da parte degli Austriaci, il popolo bolognese insorge. Dopo uno scontro armato nella piazza antistante la Montagnola (oggi piazza VIII Agosto), nelle immediate vicinanze dell’Arena, gli Austriaci vengono cacciati fuori le mura. Pochi giorni dopo, la compagnia Etrusca rappresenta all’Arena Il trionfo del popolo bolognese nell’Otto Agosto 1848.

1850:

Francesco Bonini, nipote di Pietro, riceve l’Arena in eredità da Claudia, mentre la città di Bologna è colpita da un’epidemia di colera.

Primi anni ‘60:

approvazione del progetto per demolire le case prospicenti su via della Maddalena e il muro del vecchio convento.

Vanno intensificandosi le recite serali.