Piano per il Centro storico
Adozione: 21/07/1969
Approvazione: 07/03/1973
Sindaco: Renato Zangheri
Orientamento strategico
- Il Piano comprende tutto il territorio racchiuso entro i viali di circonvallazione. Il suo obiettivo fondamentale è il rispetto del passato come patrimonio universale e si realizza mediante la conservazione regolamentata del centro storico e la sua immissione nella struttura del territorio urbano come parte differenziata e qualificata: il centro storico è quindi considerato come un organismo urbanistico unitario e non come insieme di organismi edilizi.
- L’intento è quello di integrare il patrimonio artistico, storico e culturale nel contesto sociale ed economico del territorio, affidandogli un ruolo attivo e compatibile e potenziando l’offerta culturale a fini turistici.
- Un’indagine settoriale del centro storico, operata tramite un censimento architettonico, ha definito le caratteristiche dei singoli contenitori edilizi, oltrepassando la classica indagine funzionale sulle destinazioni d’uso, per introdurre invece il concetto di tipologia edilizia e di struttura.
- Il programma di risanamento conservativo vuole restituire l’efficienza funzionale propria di ciascuna tipologia edilizia, limitando al minimo le modificazioni di forma, per l’esigenza di raggiungere i livelli funzionali previsti e consentire un riutilizzo dell’edificio coerentemente alla disciplina di tutela.
- Dato lo sviluppo nell’ultimo trentennio di una fiorente attività manifatturiera e industriale, a discapito dell’agricoltura, si sceglie di decentrare tali esercizi che, se conservati all’interno del centro storico, ne comprometterebbero l’integrità, assicurando comunque la dotazione di standard e servizi primari per i residenti.
- Si intende razionalizzare la viabilità che risulta eccessivamente caotica, agganciandola funzionalmente con la grande viabilità esterna e limitando l’accesso al centro storico. Si predispongono pedonalizzazioni delle trame viarie, operando un controllo sui cambiamenti di destinazioni nell’uso del suolo e degli edifici, evitando il più possibile ulteriori sventramenti.
- Il principio della conservazione si realizza a più livelli: nelle Università, nelle attività culturali (politica di recupero dei grandi contenitori storici: la Chiesa di San Giorgio come sala per esposizioni e convegni; Palazzo Ghisilardi Fava come museo), nelle attrezzature alberghiere, ricettive e ricreative.
- Cancellazione dell’obiettivo del PRG del 1958 di 1 milione di abitanti, risultato eccessivamente astratto. Infatti, Bologna conta all’incirca 600.000 abitanti.
Modalità di attuazione
- Individuazione di 13 “comparti urbanistici” quali aree sufficientemente omogenee dal punto di vista morfologico e funzionale e individuazione di ulteriori sub-comparti.
- Ripartizione del patrimonio secondo le categorie di intervento ammesso:
- categoria 1a – Restauro con vincolo assoluto
- categoria 1b – Restauro con vincolo parziale
- categoria 2a – Risanamento e ripristino conservativo
- categoria 2b – Ristrutturazione con vincolo parziale
- categoria 3a – Ricostruzione
- categoria 3b – Demolizione senza possibilità di ricostruzione
- Decentramento di tutti i generatori di direzionalità (riconosciuti incompatibili con la struttura del centro storico) mediante la creazione di nuove aree di sviluppo terziario esterne al nucleo antico (lungo via Stalingrado, via San Vitale, via San Donato, zona Roveri).
- Realizzazione di contenitori idonei per centri e mostre/mercato permanenti nel settore restauro, arredamento, abbigliamento, ecc. al fine di incrementare il turismo. Al contrario, decentramento di attività manifatturiere (lavorazioni meccaniche, lavorazioni specifiche di marmo, vetro, gomma, costruzioni metalliche) e delle attrezzature universitarie incompatibili con la struttura fisica del centro storico.
- Potenziamento del commercio al minuto con possibilità di future realizzazioni di magazzini altamente specializzati.
- Volontà di recuperare il verde di quartiere da destinare al tempo libero attraverso la smilitarizzazione dell’area adiacente a Porta San Mamolo e a Porta San Felice, il decentramento dell’ospedale psichiatrico di viale Carlo Pepoli, a ristrutturazione del comprensorio della Montagnola e zone adiacenti, l’uso (anche pubblico) dell’orto botanico universitario, il recupero del comprensorio dell’ex manifattura Tabacchi e zone adiacenti ed infine il potenziamento del collegamento centro – collina, vero polmone verde della città.
- Riqualificazione delle strutture scolastiche esistenti e incremento di asili nido, materne ed elementari recuperando gli spazi all’interno dei grandi contenitori edilizi.
- Pedonalizzazione di alcune aree (Piazza Maggiore; via D’Azeglio; Piazza San Domenico).
- Politica per limitare l’accesso al centro storico potenziando i parcheggi per i residenti all’interno e i parcheggi scambiatori all’esterno; incentivazione all’utilizzo del servizio pubblico.
- Studio per deviare il traffico sui viali di circonvallazione e definizione di un sistema gerarchico delle arterie minori per agevolare la mobilità in centro storico.