Piano di ricostruzione
Adozione: 30/11/1946
Approvazione: 16/01/1948
Sindaco: Giuseppe Dozza
Nel 1938 il Podestà di Bologna bandisce un concorso nazionale per il progetto di massima di un nuovo Piano Regolatore. Le tematiche su cui sono invitati a presentare proposte i 7 gruppi ammessi, riguardano la viabilità esterna (la nuova arteria a nord del nucleo urbano in prossimità della zona ferroviaria), la costituzione di nuovi quartieri cittadini (valorizzazione zona sud-ovest) e la collina. Vince il concorso il gruppo presieduto dal Prof. Plinio Marconi. Solo a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Piano Marconi non viene attuato, ma i criteri fondanti saranno ripresi nel Piano Regolatore del 1958.
Orientamento strategico
- A seguito della guerra, il 44 % degli edifici bolognesi risulta distrutto o danneggiato. L’Amministrazione Comunale sente l’urgenza di intervenire e di redigere in tempi brevi un Piano di Ricostruzione: si devono riedificare quartieri e ridurre o eliminare opere prima previste e ora non più confacenti alla mutata situazione.
- Oltre alla necessità primaria della ricostruzione, il Piano intende recuperare e colmare le carenze del Piano del 1889, causate dalla mancanza di una direttiva unitaria ed efficiente: gli allargamenti non realizzati, l’anello dell’89 non completato, gli spazi verdi non eseguiti in conformità alle disposizioni.
- Il Piano di Ricostruzione del 1948 è quindi il primo strumento urbanistico inteso come parte di un Piano Regolatore che si prevede di elaborare nel più breve tempo possibile. Risulta parziale in quanto strettamente focalizzato sulle zone dove è necessario ricostruire, intervenendo in maniera ordinata e conforme alle normative sull’igiene.
- Vista la pressione demografica in città, dovuta agli sfollati di guerra che provengono dalle campagne circondariali, occorre ridurre al minimo la demolizione dei fabbricati superstiti e ricostruire in tempi brevi.La cultura urbanistica del tempo risulta, dunque, non essere molto sensibile ai valori storici ambientali madettata piuttosto dall’assillo dell’urgenza.
Modalità di attuazione
- Ricostruzione e costruzione ex novo dei quartieri maggiormente danneggiati.
- Ipotesi di una nuova arteria per il traffico leggero, che percorre la città in senso est – ovest, a nord delle vie Rizzoli - Ugo Bassi.
- Riordino della già buona viabilità esistente.
- Nella scelta dei tipi edilizi, si cerca di limitare l’edilizia intensiva unicamente alle zone centrali del vecchio nucleo, adibite quindi ad abitazioni, negozi, uffici. Nei quartieri esterni invece si preferiscono tipi di edilizia semintensiva; nei sobborghi le casette multiple, binate, isolate.