Piano Regolatore della città e di ampliamento esterno 1889
Adozione: 21/11/1885
Approvazione: 11/04/1889
Sindaco: Gaetano Tacconi
Orientamento strategico
A seguito dell’unificazione d’Italia e di una industrializzazione a livello nazionale, Bologna diventa un importante snodo per le comunicazioni tra nord e sud. Si avverte l’esigenza di migliorare la viabilità in chiave moderna, attraverso sventramenti tipici della cultura europea del tempo, per fare della città un nuovo centro rappresentativo e direzionale. Via Indipendenza rappresenta un esempio di questa politica urbanistica in quanto studiata appositamente per collegare la nuova stazione ferroviaria e il centro città.
- Una pianificazione mirata è resa necessaria anche al fine di migliorare la salubrità della città, attraverso opere di risanamento.
- Alla maniera dei boulevard parigini, l’Amministrazione Comunale prevede un’ingente opera di abbellimento cittadino e di decoro urbano.
- Il piano prevede anche un intervento al di fuori delle antiche mura: il cosiddetto Piano di Ampliamento Esterno, che consiste in un progetto di espansione concentrica all’aggregato urbano preesistente, comprendendo così gli 11 borghi periferici sorti nel corso del tempo.
- Il piano ha una previsione di attuazione nell’arco di 40 anni, con un aumento stimato di 1200 abitanti all’anno.
Alla data del piano gli abitanti sono 138.000.
Modalità di attuazione
Per il piano interno alle mura:
- Opere di risanamento:
- apertura di nuove strade (via Dante, via Irnerio –1912-, via dei Mille, via Principe Amedeo poi Roma poi Marconi);
- ampliamenti delle arterie principali e miglioramento di vie minori (via Mercato di Mezzo poi Rizzoli –1910/1920-, via Caprarie, via Orefici e via Vetturini poi Ugo Bassi –1910/1920-);
- apertura dell’odierna Piazza dei Martiri nei terreni denominati Orti dei Poeti e poi Garagnani.
- nuovo sistema di fognature: costruzione della gran fogna; chiusura delle case non suscettibili di risanamento; miglioramento delle acque potabili; soppressione di pozzi pericolosi; modifica e ricostruzione dei canali di scarico; sistema di pulizia urbana e igiene.
- progettazione di nuovi spazi dedicati al verde grazie all’abbattimento di numerose strade e abitazioni: Piazza Cavour (1892), Piazza Minghetti (1896), Piazza dell’Unità, inaugurazione della scalinata del Pincio (1896).
- Costruzione di nuovi quartieri e iniziative di restauro - integrativo più che conservativo - di antichi edifici monumentali.
- Espropriazione per cause di pubblica utilità (Legge del 25 giugno 1865 che riconosce all’Amministrazione Pubblica il diritto di espropriare i terreni dei privati sui quali devono essere realizzate le opere di competenza degli Enti Pubblici).
Per il piano di ampliamento esterno:
- Atterramento della cinta di mura del XIII sec. (la prima picconata risale al 1902) e demolizione di alcune porte (Porta Sant’Isaia e Porta San Mamolo) per allargare il viale di circonvallazione.
- Estensione della cinta daziaria.
- Ingente espansione oltre Porta Lame, Porta Galliera (nuovo quartiere Bolognina) e Porta Mascarella.
- Progetto di una nuova e più larga circonvallazione - il cosiddetto “anello dell’89” - per contenere l’ampliamento della città.
- Pianificazione di una rete stradale, scarsamente differenziata, caratterizzata da: una regolarità di linee nei rettangoli fabbricativi; una uniformità della disposizione dei piani di sistemazione o ingrandimento (l’isolato è rigidamente definito con dimensioni variabili fra gli 80 e i 140 m., all’interno del quale viene organizzato l’edificato senza alcun vincolo di destinazione di zona, salvo alcune indicazioni generiche); ordine estetico; ordine delle strade da mezzogiorno a tramontana, da levante a ponente.