Assistenza privata domiciliare per famiglie, anziani e disabili

I cambiamenti sociali e demografici dell'ultimo ventennio hanno comportato un aumento del bisogno di cure ed assistenza domiciliari, soprattutto ad anziani totalmente o parzialmente non autosufficienti, e una diminuzione della capacità di risposta delle famiglie, determinando quindi il ricorso massiccio all'assistenza privata affidata prevalentemente a lavoratrici straniere.

Le cosiddette badanti costituiscono un importante segmento del mercato del lavoro, stimato in almeno un milione di unità in Italia e oltre 20.000 in provincia di Bologna, con un'alta incidenza di lavoro irregolare o sommerso. Questi lavoratori, in massima parte donne, esprimono bisogni di tutela, qualificazione, integrazione sociale e sviluppo professionale. Al tempo stesso le famiglie si trovano a fare fronte, spesso in condizione di solitudine, alla necessità di reperimento, selezione e gestione di assistenti familiari idonee.

Grazie alla realizzazione di progetti sperimentali promossi dagli enti locali, si sta costituendo una rete di soggetti pubblici e privati per affrontare in modo coordinato e completo la "filiera" del lavoro di cura domiciliare, e in particolare il nodo essenziale dell'incontro tra domanda e offerta, cioè tra assistenti e famiglie.

Attraverso i progetti Madreperla e RiisBo, attuati dal 2006 al 2012, è stato costruito un metodo avanzato, sostenuto da una banca dati studiata appositamente, per consentire l'analisi e la valorizzazione delle competenze professionali degli assistenti familiari (e i loro eventuali bisogni di formazione) e l'incrocio con la domanda espressa dagli utenti e dai servizi sociali.

La metodologia è stata sperimentata dallo Sportello Lavoro San Donato, insieme ai Centri per l'Impiego di Bologna e San Lazzaro, nel periodo luglio-novembre 2011, mediante l'inserimento di oltre 400 profili di assistenti familiari nella banca dati "Madreperla" e il supporto all'intermediazione domanda/offerta di lavoro di cura domiciliare.

Nel corso del 2012, al termine del progetto RiisBo, questa modalità di lavoro è stata consolidata all'interno dell'attività ordinaria dei servizi per l'impiego della città, mentre la Provincia di Bologna ha predisposto la sua estensione al resto del territorio provinciale. Anche la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, organo di governo della sanità locale, nelle linee di indirizzo "Assistenti familiari e rete per la domiciliarità" approvate nel marzo 2013, ha proposto un modello di integrazione dei servizi sanitari e dei servizi per il lavoro, finalizzato al governo complessivo del settore e alla tutela dei bisogni e dei diritti di entrambi i soggetti, famiglie e assistenti, coinvolte nel lavoro di cura.

Nel 2013, è stata inoltre definita la collaborazione dello Sportello Lavoro con il progetto Home Care Premium, finanziato dall'INPS Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) e attuato dall'ASP Giovanni XXIII in rete con i Servizi Sociali Territoriali del Comune di Bologna, che offre sostegno anche economico a lavoratori e pensionati pubblici e loro familiari che necessitano di assistenza domiciliare.

Attualmente, lo Sportello Comunale per il Lavoro dedica parte della sua attività a questo settore del mercato del lavoro, effettuando su appuntamento i colloqui di presa in carico delle assistenti, l'inserimento in banca dati delle loro schede personali e l'eventuale segnalazione alle famiglie di una rosa di nominativi corrispondenti alla tipologia di servizi richiesta.

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 maggio 2013