I cambiamenti sociali e demografici dell'ultimo ventennio hanno comportato un aumento del bisogno di cure ed assistenza domiciliari, soprattutto ad anziani totalmente o parzialmente non autosufficienti, e una diminuzione della capacità di risposta delle famiglie, determinando quindi il ricorso massiccio all'assistenza privata affidata prevalentemente a lavoratrici straniere.
Le cosiddette badanti costituiscono un importante segmento del mercato del lavoro, stimato in almeno un milione di unità in Italia e oltre 20.000 in provincia di Bologna, con un'alta incidenza di lavoro irregolare o sommerso. Questi lavoratori, in massima parte donne, esprimono bisogni di tutela, qualificazione, integrazione sociale e sviluppo professionale. Al tempo stesso le famiglie si trovano a fare fronte, spesso in condizione di solitudine, alla necessità di reperimento, selezione e gestione di assistenti familiari idonee.
Grazie alla realizzazione di progetti sperimentali promossi dagli enti locali, si sta costituendo una rete di soggetti pubblici e privati per affrontare in modo coordinato e completo la "filiera" del lavoro di cura domiciliare, e in particolare il nodo essenziale dell'incontro tra domanda e offerta, cioè tra assistenti e famiglie.
Il progetto RIISBO, attuato nel 2011, ha costruito un metodo avanzato, sostenuto da una banca dati studiata appositamente, per consentire l'analisi delle competenze delle assistenti familiari e l'incrocio con la domanda espressa dagli utenti e dai servizi sociali.
Dopo la conclusione del progetto, questa modalità di intervento continua all'interno dell'attività ordinaria dello Sportello Comunale per il Lavoro, in collaborazione con il Centro per l'Impiego, attraverso colloqui di presa in carico e inserimento in banca dati delle schede delle assistenti e la segnalazione alle famiglie di una rosa di nominativi corrispondenti alla tipologia di servizi richiesta.
Ultimo aggiornamento: venerdì 26 ottobre 2012