Dopo la conclusione del progetto RIISBO, lo Sportello comunale per il Lavoro di Bologna e i
Centri per l'Impiego continuano ad operare
l'attività di intermediazione domanda/offerta di lavoro di cura,
all'interno della propria attività ordinaria.
La Provincia di Bologna ha dato corso a ulteriori progetti finalizzati all'estensione di questa modalità di intervento agli altri Centri per l'Impiego e alla formalizzazione di protocolli/accordi/intese a livello sia istituzionale
sia operativo, che definiscano, all'interno di una rete organizzata,
ruoli e attività dei diversi soggetti operanti nel campo del lavoro di
cura domiciliare.
Il Consiglio Comunale di Bologna, nella seduta del 5 marzo 2012, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che invita la Giunta a "promuovere la sperimentazione di un sistema a sostegno della domiciliarità degli anziani, che integri i diversi servizi assistenziali disponibili pubblici con il servizio prestato dalle assistenti familiari acquisito dalle famiglie" e in particolare prevede "la realizzazione nei Quartieri di servizi volti a favorire l'incontro domanda/offerta di assistenti familiari per ottimizzare la lettura del bisogno delle famiglie richiedenti e la conoscenza delle caratteristiche delle assistenti familiari, delle loro capacità e disponibilità, anche attraverso un servizio di mediazione interculturale".
Nel marzo 2013, la Conferenza territoriale sociale e sanitaria, attraverso il lavoro di uno specifico laboratorio di analisi, ha approvato il documento "Assistenti familiari e rete per la domiciliarità" che, partendo dalle sperimentazioni avviate a Bologna e in altri contesti (distretti di Casalecchio e Porretta), stabilisce linee di indirizzo per un governo pubblico del sistema, finalizzate in particolare all'inserimento del lavoro di cura delle assistenti familiari nella rete dei Servizi territoriali socio-sanitari.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 maggio 2013