La
legge italiana garantisce alle persone disabili il diritto al lavoro
attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.
In
particolare, prevede modalità particolari per l'inserimento
lavorativo delle persone in età lavorativa affette da minorazioni
fisiche, psichiche o sensoriali e ai disabili intellettivi, che
comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45
per cento; le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità
superiore al 33 per cento, accertata dall'Inail; le persone non
vedenti o sorde; le persone invalide di guerra, invalide civili di
guerra e invalide per servizio. Hanno diritto alle agevolazioni anche vedove ed orfani di guerra, del lavoro o per servizio, profughi italiani rimpatriati, vittime del
terrorismo e della criminalità organizzata (iscritti in liste separate, in attesa di una nuova disciplina
che ne regolerà il diritto al lavoro).
A queste persone tutti i datori di lavoro pubblici e privati devono riservare una quota di posti di lavoro pari al 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; due posti, se occupano da 36 a 50 dipendenti; uno, se occupano da 15 a 35 dipendenti. Tutte le aziende sono tenute ad inviare alla Provincia, entro il mese di gennaio di ogni anno, un prospetto con il numero complessivo dei lavoratori computabili per la quota di riserva, specificando i posti di lavoro e le mansioni disponibili.
Le
modalità di assunzione prevedono un mix di chiamata numerica e
nominativa, con prevalenza di quest'ultima.
Gli Enti Pubblici di solito riservano nei
concorsi una quota che può arrivare al 50% dei posti disponibili, e
possono bandire concorsi e chiamate ai Centri per l'Impiego esclusivamente rivolti ai disabili.
Per le imprese private, sono previsti incentivi, finanziati con un apposito Fondo Nazionale ed erogati dalle Province per realizzare piani di inserimento a copertura delle quote di assunzione obbligatoria o per assunzioni effettuate al di fuori dell'obbligo. Per l'adattamento delle postazioni di lavoro alle esigenze individuali e per la rimozione delle barriere architettoniche, è previsto il rimborso fino al 50% delle spese ed è inoltre possibile fruire della consulenza del Centro Ausili Tecnologici (CAT) dell'Azienda USL di Bologna.
Le aziende possono in parte assolvere all'obbligo
conferendo commesse (forniture di beni o servizi) a cooperative sociali,
che assumeranno a loro volta i disabili segnalati dal collocamento mirato (solo per persone con disabilità gravi e per una
quota non superiore al 30% delle assunzioni obbligatorie della singola impresa).
Il
collocamento mirato è concepito come una serie di strumenti tecnici
e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con
disabilità nelle loro capacità lavorative, progettare un percorso
di inserimento e individuare il posto di lavoro adatto, attraverso
analisi della situazione lavorativa, formazione, sostegno, azioni
positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli
strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di
lavoro e di relazione.
Il
Servizio di collocamento mirato della Provincia di Bologna mette a
disposizione diversi servizi: colloqui di orientamento e consulenza,
informazioni sulle iniziative di formazione dedicate ai disabili,
consultazione delle offerte di lavoro delle aziende che ricercano
personale appartenente alle categorie protette, percorsi di
avviamento anche mediante strumenti di transizione come tirocini.
Prima
di accedere al collocamento mirato è necessario effettuare un primo
colloquio d'iscrizione presso il Centro per l'Impiego di riferimento,
in cui attestare lo stato di disoccupazione ovvero, se si lavora, un reddito annuo
inferiore a 12.230 euro, e dichiarare l'immediata disponibilità allo
svolgimento di un'attività lavorativa.
Collocamento
per i disabili: l'ufficio della Provincia di
Bologna - Sportello Sociale
Normativa di riferimento »
Legge n. 68 del 12 marzo 1999 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili"
Legge regionale n. 17 del 1 agosto 2005 "Norme per la promozione dell'occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro"
Ultimo aggiornamento: giovedì 06 giugno 2013