L'impresa
è una attività economica organizzata al fine della produzione o
dello scambio di beni o di servizi.
Le sue caratteristiche sono
l'autonomia e l'utilizzo di capitali, attrezzature, locali,
risorse umane, ecc. per operare all'interno di un mercato con la
finalità principale di produrre un reddito e in questo modo
remunerare il lavoro e gli investimenti di imprenditori, soci e
finanziatori.
Le motivazione a creare un'impresa possono essere
varie, ma un requisito minimo comune è avere idee, credere in un
progetto che sia utile a qualcuno ed essere disposti a mettersi in
gioco con le proprie competenze, accettando i rischi che fanno parte
delle leggi di mercato.
Per
avviare consapevolmente un'impresa è necessario seguire un
percorso che si compone dei seguenti passaggi.
La nuova impresa nasce da un'idea, da un'intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l'espansione della domanda di un prodotto/servizio, la modificazione dei gusti e delle propensioni d'acquisto dei consumatori, il successo di altre imprese, l'individuazione di un bisogno o di una carenza del mercato. La verifica preliminare della validità dell'idea di business va di parti passo con la verifica delle motivazioni e dei requisiti soggettivi che occorre possedere per avviarsi lungo la strada dell'imprenditoria.
Per poter svolgere un'attività imprenditoriale è necessario identificarsi in una delle forme giuridiche previste dalla vigente normativa, tale scelta uno dei momenti fondamentali e va operata sulla base di diverse considerazioni.
Le forme giuridiche sono riconducibili a tre grandi categorie:
Le cooperative sono
imprese con finalità mutualistiche, cioè a beneficio dei soci e
senza scopo di lucro, regolati da norme e agevolazioni particolari.
Esistono
inoltre forme giuridiche diverse dall'impresa, come le associazioni o le
fondazioni, che non perseguono finalità economiche ma soprattutto
scopi ideali o di solidarietà o soddisfano interessi dei soci, ma
che possono svolgere anche attività commerciali e produzione di
reddito.
Inoltre,
va considerato che non esiste un confine netto tra l'attività di
impresa e quella di lavoro autonomo, in cui dovrebbe essere
prevalente il carattere individuale delle prestazioni e l'utilizzo
di doti e competenze personali del lavoratore.
Per costituire un'impresa è necessario adempiere a procedure burocratiche che si differenziano a seconda del tipo di attività e di forma giuridica (es. Richiesta della partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, apertura posizioni INPS e INAIL, vidima dei registri obbligatori, eventuali autorizzazioni o licenze specifiche, ecc.).
Dall'idea imprenditoriale deve partire un processo
organizzato di verifica e di progettazione dell'attività. Questa
analisi porta alla redazione di un piano di fattibilità o business
plan, un documento sintetico che indica i passi da seguire per
costituire l'impresa e identifica le principali azioni che verranno
intraprese nel primo triennio. Si tratta di uno studio di fattibilità
finalizzato alla presentazione di un'idea imprenditoriale e alla
valutazione dei risultati economici attesi. Il suo obiettivo primario
è verificare se l'attività imprenditoriale proposta è
realizzabile, se le risorse disponibili sono adeguate e se esiste un mercato potenziale cui rivolgersi, tale da generare un reddito sufficiente a remunerare gli
investimenti dei soci e dei finanziatori esterni.
Il business plan
deve quantificare anche il fabbisogno di denaro per l'avvio e il
consolidamento, e quindi individuare le fonti di finanziamento più
adatte allo scopo.
Chi intende avviare un'attività imprenditoriale deve disporre di risorse proprie per soddisfare il fabbisogno finanziario iniziale, dal momento che gli incentivi pubblici non solo non lo coprono mai totalmente ma, solitamente, intervengono in tempi successivi all'avvio dell'impresa. Le risorse possono essere personali o familiari, oppure provenire da finanziatori esterni come le banche. Il sistema pubblico di agevolazioni ed aiuti per l'avvio e lo sviluppo di nuove imprese è complesso ed articolato, in quanto esistono tipologie di norme diversificate in base a settori economici, aree geografiche, tipi di investimenti, caratteristiche dell'impresa e dei soggetti che la compongono.
In alternativa alla creazione di un'impresa totalmente nuova, un aspirante imprenditore può acquisire un'azienda già esistente o entrarvi come socio, oppure entrare in una rete di collaborazione o di affiliazione tra imprese (come il franchising). In tutti i casi, deve compiere tutti i passaggi, valutazioni e scelte sopra descritti.
Anche
se la fase di avvio è solitamente quella oggetto di maggiore
attenzione, in realtà il successo dell'impresa dipende in misura
determinante dalle fasi successive di consolidamento e di sviluppo, e
dalla capacità di prevenire e di affrontare le eventuali fasi di
rallentamento o di crisi dell'attività.
Ultimo aggiornamento: giovedì 31 gennaio 2013