Contratto di lavoro subordinato


E' la forma di rapporto di lavoro più diffusa. Coinvolge due soggetti:

  • il datore di lavoro, ovvero chi dà ad altri un lavoro alle proprie dipendenze e lo retribuisce: può essere un ente pubblico, un'impresa, una associazione o organizzazione non profit, una singola persona;
  • il prestatore di lavoro, ovvero chi si impegna, dietro retribuzione, a prestare il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di un altro soggetto.

I rapporti di lavoro subordinato sono regolati dalla legislazione sul lavoro, il cui pilastro fondamentale è la legge 300/1970 nota come lo Statuto dei Lavoratori, e dai Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl), accordi stipulati tra le parti sociali a livello nazionale per ciascuna categoria, e, quando presenti, dai Contratti territoriali e dai Contratti integrativi aziendali. Il sistema contrattuale vigente, definito dall'accordo tra parti sociali e governo, firmato il 23 luglio 1993 e poi modificato nel 2009, prevede un doppio livello di contrattazione: nazionale, di durata triennale sia per la parte economica che normativa, che dal punto di vista retributivo è finalizzato a recuperare il potere d'acquisto dei salari rispetto all'andamento dell'inflazione, e locale o aziendale, che in particolare dovrebbe definire e remunerare il raggiungimento di obiettivi di incremento della produttività e della competitività delle imprese.
I rapporti di lavoro subordinato possono essere a tempo indeterminato o determinato ed entrambi, a loro volta, a tempo pieno (full time) o a tempo parziale (part time).

Archivio Nazionale dei Contratti Collettivi di Lavoro, dal sito del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro)

La tabella delle retribuzioni contrattuali al 1 gennaio 2013 (a cura di Indicitalia)

Ultimo aggiornamento: venerdì 11 gennaio 2013