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Giovani e precari in Emilia Romagna

È stata presentata a Bologna il 3 giugno 2013 indagine "La precarietà giovanile nei Comuni di Modena, Cesena e Piacenza" condotta dall'Università di Modena e Reggio Emilia, nell'ambito delle attività dell'Osservatorio giovani della Regione Emilia Romagna.

Sono stati intervistati oltre 400 i giovani tra i 15 e i 34 anni, di cui il 70,4% studia; del restante 29,6% quasi tre quarti sono senza lavoro o in una condizione lavorativa precaria (23% disoccupati, 16% in cerca di prima occupazione, 19% lavoratori a tempo determinato, 14% lavoratori a contratto).

I dati, in sintesi, raccontano di una crisi di fiducia sempre più emergente tra i giovani, che porta inevitabilmente a trovarsi in difficoltà nel compiere scelte per il futuro. Se, infatti, l'81,6% degli intervistati vede oggi più rischi rispetto al passato recente, solo 44,9% ha più fiducia rispetto all'anno precedente: il che significa che il 36,7% vede più rischi e non ha più fiducia.
Gli elementi di preoccupazione aumentano tra le donne e con l'avanzare dell'età (ha più fiducia il 76,6% degli under-20 e solo il 65,1% degli over-20).

Il lavoro è l'ambito sociale nei quali la maggioranza dei giovani (65%) percepisce più acutamente una condizione di precarietà, seguita dalla scuola (40%) mentre il gruppo di amici, la famiglia e, con qualche ambiguità, il rapporto di coppia sono contesti percepiti come "rifugio".

È, infine, da sottolineare il fatto che sul lungo periodo è decisamente maggiore la fiducia nel futuro, anche nei contesti e per le età in cui la sfiducia nel breve periodo è elevata: per quanto riguarda, ad esempio specificamente il lavoro, se ha fiducia a un anno il 43,8% degli intervistati, la percentuale sale al 55% a 10 anni.

"Il tema della precarietà tocca l'intera sfera personale condizionando il senso di fiducia rispetto al futuro", ha sottolineato l'assessore regionale al Progetto giovani Donatella Bortolazzi. "La ricerca conferma segnali di una crisi di fiducia che vogliamo contribuire a contrastare, in collaborazione con il territorio, con politiche e interventi che, senza sostituirsi o sovrapporsi a quelli di altri assessorati, vogliono favorire percorsi di indipendenza e autonomia dei giovani, cercando di intercettare e affiancare i soggetti più propensi ad uscire dai normali percorsi di formazione e di ricerca di impiego. Centrale può diventare allora l'attenzione agli spazi di aggregazione giovanile, ampiamente intesi, quali luoghi di relazione, incontro, confronto ma anche di risposta che, per questo, sono da rafforzare e sostenere".

Anche per quest'anno la Regione Emilia-Romagna conferma le risorse per sostenere i progetti degli Enti locali a favore dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni: un bando in uscita nei prossimi giorni destina 400 mila euro agli Enti locali per attività aggregative, cittadinanza attiva, informazione e azioni propedeutiche al lavoro in tutte le province dell'Emilia-Romagna.

Un estratto della ricerca

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 05 giugno 2013