Energie rinnovabili, edilizia, trasporti, agricoltura, turismo sostenibile, produzioni alimentari, comunicazione, benessere, sport, gestione dei rifiuti, sicurezza del territorio. L'elenco è lunghissimo, e dimostra che la green economy interessa ogni comparto produttivo, può contribuire a dare risposta all'attuale crisi economica e consentire la riqualificazione di molti profili che non trovano più spazio nel mercato dell'occupazione.
La "Guida ai green jobs" scritta da Marco Gisotti e Tessa Gelisio per Edizioni Ambiente, uscita nel 2009 e ampliata nel 2012, è l'analisi più approfondita dei vari settori della green economy e dei 125 lavori verdi più richiesti.
Su questo testo è basata la più sintetica "Guida alle nuove professioni dell'ambiente e dello sport", realizzata da CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile) e Associazione Carta Giovani con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell'ambito del progetto "Liberamente", e appunto liberamente scaricabile dal web.
La lista delle professioni verdi comprende figure come comunicatore ambientale, guardiaparco, agricoltore bio, tecnico di impianti sostenibili, certificatore energetico, venditore di fotovoltaico, manager con varie attribuzioni (energia, rifiuti, mobilità, rischio), guida o educatore ambientale. E in campo sportivo, ci sono mestieri antichissimi, come il maestro di equitazione e dell'arte marziale cinese Taiji Quan, e di recente diffusione come la guida di sci escursionismo o il maestro di canyoning.
I quaranta profili sono presentati con definizioni, percorsi formativi, opportunità lavorative e link per approfondire.
A livello globale, secondo il Green jobs report dell'Unep (United nations environment programme), sono circa 300mila i lavoratori impiegati nell'energia eolica, circa 170mila nel solare fotovoltaico, più di 600mila nel solare termico. "Solo nel settore delle energie rinnovabili, oggi sono occupate un milione e centosettantamila persone, ma si stima che nel 2020 la green economy impiegherà 4,5 milioni di lavoratori" ricorda il vicepresidente di CTS, Stefano Di Marco, intervistato da Repubblica.
Secondo il rapporto GreenItaly 2012 di Fondazione Symbola e Unioncamere, il 38% delle assunzioni in Italia riguarda figure legate alla sostenibilità e il 23,9% delle aziende, quasi una su quattro, sta investendo, spinta da normative sempre più stringenti e dalla crescente sensibilità dei consumatori, in prodotti, servizi e tecnologie green. Non solo: la peculiarità della green economy italiana sta proprio nella riconversione in chiave ecosostenibile di comparti tradizionali dell'industria italiana di punta, come la filiera agroalimentare di qualità e legata al territorio, il made in Italy e la cultura.
Nonostante i lavori verdi siano un fenomeno in ascesa oramai da qualche anno, c'è ancora un gap tra richiesta e domanda di lavoro. "Le imprese faticano a trovare nuovi professionisti della green economy e uno dei motivi è che il mondo della formazione e dell'università non si è ancora pienamente attrezzato".
La scheda del libro 'Guida ai green jobs'
Ultimo aggiornamento: giovedì 18 aprile 2013