L'andamento del mercato di lavoro a Bologna nel 2012 è oggetto di due rilevazioni differenti, rese note entrambe in questi giorni.
Il Dipartimento Programmazione - Settore Statistica del Comune di Bologna ha redatto come ogni anno un breve studio basato sulle indagini campionarie delle forze lavoro dell'Istat, che nel 2012 ha intervistato più di 2.000 famiglie della nostra provincia.
Il dato più rilevante, peraltro in linea con la tendenza nazionale, è il peggioramento degli indicatori del mercato del lavoro rispetto all'anno precedente. La difficile congiuntura economica nel 2012 ha profondamente inciso anche nel nostro territorio.
Nell'ultimo anno gli occupati in provincia di Bologna sono calati di 9.000 unità e il tasso di occupazione è sceso di un punto percentuale portandosi al 68,6%. In crisi prolungata è soprattutto l'occupazione giovanile: nella fascia fra i 18 e i 29 anni è calata dal 68% del 2008 al 48% del 2012.
La situazione locale si distingue peraltro in modo positivo nel panorama nazionale: Bologna è una delle quattro province, insieme a Parma, Modena e Bolzano, a mantenere un tasso di occupazione sopra il 68%, a fronte di un dato nazionale del 56,8%. Bologna conserva la prima posizione tra le grandi province del Centro-Nord, e il primato assoluto per il tasso di occupazione femminile, conquistato con ampio margine su Milano, mentre in quello maschile scende al terzo posto dopo Verona e Firenze. L'Emilia Romagna si colloca un po' al di sotto del capoluogo (67,6%), ma rimane seconda tra le regioni italiane dietro al Trentino Alto Adige.
Anche il tasso di attività totale si mantiene nella nostra provincia su valori molto elevati (73,8%) e in crescita (+0,7%) rispetto al 2011, un punto sopra il dato regionale (72,8%) e dieci sopra quello nazionale (63,7%).
L'occupazione a Bologna nel 2011 si caratterizza per la presenza di 75 dipendenti e 25 autonomi ogni 100 lavoratori.
In relazione alla struttura economica, il settore dei servizi (risalito di 19.000 unità) dà lavoro a 331.000 persone, pari al 71% dell'occupazione provinciale.
Nell'industria lavora il 26,5% degli occupati (117.000 persone, 5.000 in meno rispetto al 2011) e la quota di lavoratori subordinati è pari all'84%. L'industria in senso stretto (che esclude il settore delle costruzioni) copre il 22% degli occupati.
L'agricoltura riveste da un punto di vista occupazionale un ruolo ormai residuale, con un ulteriore calo nel 2012 che la porta ad appena il 2,7% dei lavoratori, di cui l'83% autonomi e il 17% dipendenti.
Le note più dolenti riguardano però la disoccupazione complessiva, che nel 2012 è salita di circa 2 punti sia a livello nazionale (10,7%) che regionale (7,1%) e ancora di più su scala provinciale dove è passata dal 4,7% al 6,9%, con un'equa ripartizione tra i generi. Tra i giovani al di sotto dei 24 anni i disoccupati sono il 30%. Tuttavia tra le grandi province italiane, Bologna resta al secondo posto dietro Verona.
Su questo fronte, l'immediato futuro non promette nulla di buono. Secondo una ricerca di Prometeia e Unioncamere, intitolata "Scenari di sviluppo delle economie locali italiane", nel 2013 in Emilia è atteso un tasso di disoccupazione del 7,5% che resta comunque al di sotto della media nazionale (11,4%).
Le indagini statistiche trovano conferma nei dati empirici provenienti dai Centri per l'Impiego della Provincia di Bologna.
Le persone in cerca di un lavoro registrate al 31 dicembre 2012 sono 84.700, di cui tre quarti iscritti alle liste di disoccupazione da oltre un anno. L'incremento in dodici mesi è di poco più di 5.000 unità, ma rispetto al 2008 sono quasi raddoppiati. Relativamente migliore la situazione tra i residenti del Comune, che conta 36.000 disoccupati ufficiali. E' forte anche l'asimmetria di genere: le femmine sono il 56% del totale. Gli stranieri sono poco meno di un terzo, dato relativamente stabile nel tempo.
Nel totale censito dai servizi non figurano i lavoratori in cassa integrazione, che in molti casi sono già nell'anticamera della disoccupazione: ebbene, le ore di CIG autorizzate sono cresciute in un anno dell'85%. Dall'inizio della crisi, secondo la Cgil di Bologna, sono spariti 30mila posti di lavoro, e nel 2013 sono a rischio altri 10mila. Numeri forse già noti e previsti, ma che mettono i brividi.
Il mercato del lavoro a Bologna nel 2012 (nota del Settore Statistica Comune di Bologna)
I dati dei Centri per l'Impiego della Provincia di Bologna
Ultimo aggiornamento: mercoledì 08 maggio 2013