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Con la laurea è più facile trovare lavoro

L'impatto della crisi sulle possibilità di trovare lavoro dopo aver conseguito la laurea è l'oggetto del "XV Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati" redatto dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea che gestisce tra l'altro la banca dati on line dei curricula di laureandi e laureati messi a disposizione delle aziende per favorire l'incontro con il mondo del lavoro.
Il rapporto si basa su interviste a 400.000 dottori di 64 università italiane, e mette a confronto la condizione dei diversi tipi di laureati a uno, tre e cinque anni dal titolo, indagando anche gli aspetti retributivi e la soddisfazione degli intervistati.

Nell'ultimo anno, le performance occupazionali dei laureati hanno segnato un "ulteriore deterioramento": il tasso di disoccupazione dei ragazzi che scelgono la laurea triennale è cresciuto del 3,5%, per quelli che hanno concluso la specialistica dell'1,1%. Ma se si guarda ai dati di appena cinque anni fa si scopre che la percentuale dei senza lavoro è duplicata, dal 10 al 20 per cento.
Con la sola eccezione dei laureati specialistici a ciclo unico, a un anno dall'acquisizione del titolo diminuisce, fra i laureati occupati, il lavoro stabile, che riguarda solo il 41% dei laureati di primo livello e il 34% dei laureati specialistici. La contrazione del posto stabile è legata soprattutto al vero e proprio crollo dei contratti a tempo indeterminato (-13% tra i laureati triennali, - 8% tra gli specialistici, -4% tra quelli a ciclo unico). Una situazione tanto più preoccupante se si guarda al dato del lavoro nero, che riguarda il 7% dei laureati di primo livello, l'8% degli specialistici e il 12,5% di quelli a ciclo unico.

Con il trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, la condizione occupazionale tende complessivamente a migliorare,: a cinque anni dal titolo il tasso di disoccupazione si riduce a valori "fisiologici" (6%) e quello di occupazione indipendentemente dal tipo di laurea è prossimo al 90%.

Sul piano retributivo, il rapporto indica in circa 1.000 euro netti mensili il primo stipendio medio e in 1.200 euro quello a tre anni dalla laurea. Considerando anche la contrazione del potere d'acquisto, le retribuzioni reali sono diminuite del 16/18 per cento rispetto al 2008, con forti differenze geografiche, per tipologia di laurea e di genere. Dopo cinque anni, i redditi tendono a salire, ma con enormi divari tra le categorie: ingegneri e medici guadagnano 1.700 euro, psicologi e laureati in ambito letterario appena 1.000 euro.

L'altro dato che emerge dal rapporto è che la crisi non risparmia le lauree tradizionalmente considerate "forti": tra gli ingegneri la disoccupazione a un anno dalla laurea supera il 17%, mentre per architetti, medici, veterinari, laureati in legge è attorno al 20%.

Anche nel 2011, osserva il direttore di AlmaLaurea, Andrea Cammelli, si conferma in Italia un'ulteriore riduzione della quota di occupati nelle professioni ad alta specializzazione, in controtendenza rispetto al complesso dei paesi dell'Unione Europea. Un altro nodo è quello della mancata corrispondenza tra le caratteristiche del capitale umano offerto dai lavoratori e quello richiesto dalle imprese, esemplificato dal caso degli ingegneri informatici (richiesti dalle aziende ma difficili da reperire, anche a causa dei bassi salari offerti).

Il rapporto evidenzia anche il valore aggiunto dei tirocini in ambiente produttivo, che valgono per un più facile inserimento lavorativo con un differenziale di circa 12 punti.

Infine, si conferma che la laurea resta ancora un investimento che paga nel lungo periodo: nell'arco della vita lavorativa, i laureati trovano più facilmente lavoro rispetto ai diplomati (+12%) e hanno una retribuzione media superiore. Una tendenza che conferma le rilevazioni dell'ultimo rapporto Excelsior reso noto nello scorso settembre, che mostrava un incremento della quota di laureati tra le nuove assunzioni previste dai datori di lavoro nel 2012.

Il rapporto e gli allegati

 

Ultimo aggiornamento: giovedì 14 marzo 2013