Dallo scorso agosto, adeguandosi alla normativa europea, l'Italia ha aperto un canale privilegiato per l'arrivo di lavoratori stranieri "altamente qualificati". Questi possono entrare indipendentemente dai decreti sui flussi in ogni momento dell'anno, in base alle richieste delle aziende, e diventano titolari di un permesso di soggiorno speciale chiamato "Carta Blu UE". Tale permesso ha una durata biennale, nel caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero, negli altri casi, la stessa durata del rapporto di lavoro.
Il Decreto Legislativo n. 108 del 28 giugno 2012, che recepisce la Direttiva 2009/50/CE, ha introdotto due nuovi articoli nell'impianto normativo vigente in materia di immigrazione. La circolare attuativa del Ministero dell'Interno del 7 dicembre 2012, ha dato indicazioni sul complesso problema del riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all'estero, indicando due percorsi a seconda che le professioni esercitate dai migranti siano o meno soggetti a una regolamentazione di legge.
Per essere considerato "altamente qualificato" il lavoratore straniero deve aver completato in patria un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale e aver conseguito una qualifica professionale che rientri nei livelli 1, 2 e 3 della classificazione Istat delle professioni CP 2011 e che sia riconosciuta in Italia. Il primo gruppo comprende alti dirigenti, magistrati e imprenditori; il secondo le professioni intellettuali e scientifiche come ingegnere, medico, ricercatore, docente universitario; il terzo le figure tecniche di alto livello in tutti i campi (es. programmatore informatico, pilota di aereo, infermiere, artista, atleta, formatore, ufficiale di polizia e tante altre).
Per le professioni regolamentate in Italia, il riconoscimento andrà chiesto alle autorità indicate all'art. 5 del Decreto legislativo 6 novembre 2007 n.206, che avranno trenta giorni per rispondere. Ad esempio, chi svolge una professione sanitaria dovrà rivolgersi al Ministero della Salute, lo sportivo al Dipartimento politiche giovanili e attività sportive della Presidenza del Consiglio, e così via. Per accedere a professioni regolamentate si devono inoltre avere gli altri requisiti previsti dalla legge italiana.
Per le qualifiche professionali esistenti all'estero e non corrispondenti a una qualifica regolamentata in Italia, il lavoratore o l'azienda che lo vuole assumere dovranno presentare una domanda al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, utilizzando un modulo allegato alla circolare del Ministero dell'Interno.
Insieme alla domanda bisognerà presentare copia autenticata del titolo di studio estero e la versione tradotta e legalizzata sia del titolo che del piano di studi compiuti con esami superati e relativa votazione. Questa procedura, promettono dal Viminale, "consentirà il riconoscimento in tempi fisiologicamente brevi".
La Carta Blu verrà concessa dalla Questura dopo l'attivazione del rapporto di lavoro, subordinato al rilascio del nulla osta al datore di lavoro da parte dello Sportello Unico della Prefettura. Il decreto legislativo prevede che il contratto di lavoro abbia durata almeno annuale e una retribuzione non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l'esenzione della partecipazione alla spesa sanitaria (quindi pari a 24.789 euro, aumentato in caso di presenza del coniuge o altri familiari a carico).
La circolare sul riconoscimento delle qualifiche
Per informazioni aggiornate sui temi dell'integrazione dei migranti:
Stranieri in Italia il portale dei nuovi cittadini
Integrazione Migranti sito dedicato del Ministero del Lavoro
Ultimo aggiornamento: mercoledì 12 dicembre 2012