Festival ricco mi ci ...

La saga del Lucerne Blues Festival

manifesto festival

Orfani del compianto Frank Frost, a lui l'edizione 1999 del festival è dedicata, ci siamo catapultati in quel di Lucerna per seguire uno dei nostri festival europei preferiti. Quest'anno, oltre al consueto cast di eccezione, ad alimentare attese e speranze c'era la novità di un giorno di musica in più. Ebbene il divertimento e i momenti di gioiosa emozione ci sono stati, ma, per onestà del vero, la routine, per la prima volta, a tratti è affiorata. La prima giornata, rustica, ci è piaciuta molto. Blind Mississippi Morris è stato una piacevole sorpresa; nulla da eccepire sul granitico Big Jack Johnson; meraviglie ha fatto il nonnetto Hosea Leavy mentre J.J. Malone è risultato fin da subito un poco soporifero. Secondo giorno in sordina; buona l'apertura del giovinotto Keith B. Brown, emulo dei vari Keb Mo e associati; stasi e caduta di tono con la revue di Fred James, comprendente gli incolori Johnny Jones e Charles Walker; troppo languida "la voce d'america", Terry Evans;  da dimenticare il blues patinato di Robert Lockwood Jr. Fortunatamente nel dopo festival abbiamo assistito ad una prova maestosa di Big George Jackson, armonicista di Minneapolis da tenere d'occhio. La serata conclusiva ha visto un inizio canonico con Michael Roach, una grande performance del pacchetto Bob Margolin, Tad Walter, Big Bill Morganfield, Pinetop Perkins, una splendida prova di Anson Funderburgh e Sam Myers e una conclusione infausta con Smokin' Joe Kubek. A finire un generoso Egidio Ingala nel Casino Bar a chiudere una edizione dalle molteplici sfacettature.