In Blues

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Apertura puntuale con il gruppo proveniente dalla selezione di band italiane i "Dipinto di blues 100% blues band" per l'edizione dell'anno 2000 di "In Blues", festival in quel di Castel San Pietro Terme (Bologna). Set incerto forse per l'emozione, ma la strada è lunga come ci ricorda Angelo Leadbelly Rossi; è il suo turno sul palco, con chitarra, con voce potente, con l'ausilio del kazoo o dell'armonica e il non trascurabile piede che batte ritmicamente sul palcoscenico di legno, in pratica un one-man-band, ci regala blues che vanno da classici di Honeboyd Eduards a Bo Didley. Ottimo, unica pecca riscontrabile la distanza del pubblico che penalizza chi come lui, durante gli spettacoli cerca di dialogare con il pubblico, cercando un contatto che a volte nelle piazze o negli spazi aperti stenta a decollare. Erede dei famosi Sons of blues, Billy Branch, voce ed armonica, inizia con brani di Little Walter e Junior Wells accompagnato da Carlos Johnson alla chitarra, Sherman Shelby Jr al basso, Mose Rutues alla batteria. Entra poi come special guest la corpulenta Big Time Sarah che, dimenandosi come una provetta ballerina, ci conduce lungo strade percorse da artisti del calibro di Muddy Waters con "Got my mojo working", coinvolgendo il pubblico e chiamando sul palco alcune ragazze, invitandole a dimenarsi facendo la canonica "mossa". A questo punto l'atmosfera surriscaldata permette a Billy di regalarci degli autentici blues stile Chicago, intensi (come è giusto che siano), dando spazio al mancino Carlos Johnson. Chiude la prima serata del festival il classico "Wang dang doodle" interpretato ottimamente da Big Time Sarah e dai Sons of blues. Nella seconda sera già prima di entrare in Piazza XX settembre, luogo dove si è tenuto il festival, circola la voce, confermata poi dagli organizzatori, che Guy Davis non ci sarà per motivi di salute, peccato molti erano venuti per ascoltarlo. Leggermente in ritardo, attacca con un classico la frizzante "Prosecco blues band", purtroppo dura poco, il secondo pezzo non riesce a terminarlo, dal cielo scende un acquazzone che fa temere per il proseguo della serata. Dopo una breve interruzione la band italiana riesce a concludere il suo set. Dal palco vengono annunciati i sostituti di Guy Davis, sono Billy Branch e Carlos Johnson in versione acustica, duo d'eccezione anche se improvvisato al momento. A mio giudizio il migliore set dell'intero festival sia per la scelta stilistica che per l'esecuzione, ma breve, pochi pezzi purtroppo, su tutti un brano di Little Walter (Blues with a feeling) eseguiti con tecnica eccellente ed un genuino coinvolgimento che convince molto più del set elettrico della serata precedente. Dopo alcune incertezze parte alla grande Joe Louis Walker & the Bosstalkers inondandoci di note, ci riporta ad un blues elettrificato elegante con a tratti venature funky. Poi in chiusura arrivano sul palco Billy Branch, un brano e lo segue il mancino Carlos Johnson, vengono poi raggiunti da Big Time Sarah che duettando con Walker porta alla conclusione "In Blues" edizione 2000. Il bis di rito, mette in luce il pianista Kenny Wayne, il solo a prestarsi per accontentare un pubblico assetato di blues. Concludendo possiamo definirlo un buon festival, con scelte organizzative intelligenti, a cui manca un certo quid per decollare, un qualche cosa che forse manca al blues in generale, perlomeno qui in Italia, destinato ad essere un genere musicale per addetti ai lavori, per i cultori del genere e pochi altri contrariamente allo spirito con cui nasce e si alimenta il blues, musica nata un secolo fa eppure attuale oggi se suonata e proposta nella giusta maniera ovvero nella sua più cruda essenza. (Franco Nasi).
 
Billy Branch; Claudio Carbone 2000 Carlos Johnson; Claudio Carbone 2000 Joe Louis Walker; Claudio Carbone 2000 Easy Nasi B.B.; Claudio Carbone 2000 Kenny B.B. Wayne; Claudio Carbone 2000
 
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Le foto presenti in questa pagina sono di Claudio Carbone; i testi di Franco Nasi