BUENA VISTA SOCIAL CLUB FOREVER
Buena Vista Social Club presents: Ibrahim Ferrer. World Circuit.

Esattamente due anni dopo la realizzazione delle sessions che hanno dato vita ai primi tre volumi del progetto Buena Vista Social Club, Ry Cooder è tornato negli studi Egrem (l'Havana) per produrre il primo disco solista di Ibrahim Ferrer, il settantaduenne cantante di bolero che già si era messo in evidenza nel primo Buena Vista Social Club. Grazie ad una splendida produzione, coadiuvato dal bravissimo Juan De Marco Gonzalez, Cooder sforna il miglior disco della sua avventura cubana. "Presents" è un ulteriore passo indietro nel tempo. La grande sezione di archi e di fiati, tipica delle vecchie orchestre di bolero, stende un tappeto sonoro di grande spessore lungo tutto il disco. Gli arrangiamenti orchestrali, ricchi di vigorosi stacchi e impennate soliste, donano a questi antichi suoni, freschezza ed originalità. Ma il grande fascino che sprigiona la calda, melodica e vissuta voce di Ibrahim Ferrer è innarivabile, assecondato al meglio dai soliti compari (Ruben Gonzalez, "Cachaito" Lopez, Omara Portuondo, ed il piccolo Cooder fra gli altri). Il piatto forte di "Presents" sono i bolero ("Silencio" su tutti), dove Ibrahim modula e appoggia la sua voce sui ritmi lenti e dilatati tipici di questa forma canzone. Saltellanti Son & Guajire completano questo vero capolavoro di riscoperta di musicisti e antichi suoni dell'isola.

"Buena Vista Social Club" Wim Wenders.

Probabilmente alla Worldcircuit (l'etichetta produttrice di Buena Vista Social Club) nessuno si aspettava un successo del genere; la previsione di vendere 250000 copie si è rapidamente quintuplicata; il disco ha ricevuto il grammy come miglior prodotto di World Music e a Ry Cooder, che ha creduto in questo progetto, non è restato altro che dichiarare di avere vissuto la più bella esperienza della sua lunga carriera musicale. Sarà stato il fascino emanato dalla dignità di questi grandi, antichi e dimenticati musicisti, oppure la loro classe cristallina, che ha fortunosamente scampato il rischio di essere disperso, oppure il magnetismo e il calore di C. Segudo, più di novant'anni, di Ruben Gonzalez, quasi ottant'anni, di Ibrahim Ferrer, 72 anni, ad avere convinto Cooder a rischiare di immortalare la magia di questo incontro in una pellicola. Nel progetto è stato coinvolto Wim Wenders, grande estimatore di Cooder, che ha scritto più di una colonna sonora per il grande regista (ricordate Paris, Texas). Wenders ha accompagnato il musicista americano a Cuba nel marzo '98 per le registrazioni del disco solista di Ibrahim Ferrer, ed è rimasto subito ammaliato dall'isola e dai musicisti, accettando ed abbracciando il progetto con grande entusiasmo. Nasce così uno dei più bei film musicali mai prodotti, definitiva  testimonianza di un evento dimostratosi di vitale importanza per la riscoperta della (vecchia) musica cubana. Un puzzle montato ad arte dove si alternano le immagini dell'unica data europea del gruppo ad Amsterdam, con le splendide riprese piene di pathos girate negli studi Egrem. Le presentazioni di questi affascinanti musicisti affidate alle loro voci individuali, sono sapientamente miscelate con le immagini delle vie dell'Avana, dove Wenders opera un lavoro cromatico che dona colore ed antichità alle strade ed ai vecchi palazzi costeggiati. Un vivido blu esaltato dal contrasto con i colori pastello ancora più attenuati dal regista. Un film passionale, dai momenti toccanti, sottolineati dal taglio delle riprese. Wenders riesce a catturare la profonda essenza musicale radicata nello spirito di ogni cubano. E i primi piani di Cooder rubati negli studi racchiudono tutto il coinvolgimento emotivo che esce così prepotentemente dallo schermo. Chiudono il film le immagini del secondo concerto effettuato a New York dove una sala in delirio regala la giusta ovazione a questi veri monumenti della musica cubana. Da non perdere assolutamente.