
Dopo 27 anni si chiude senza nessun colpevole il processo.
Ritenuto inammissibile il ricorso contro l'assoluzione di Bertolucci e Ferri.
Il generale: 'Fine di un incubo'. La Bonfietti: 'Non mi aspettavo nulla'. Ma in
Finanziaria è prevista una forma risarcimento
Roma, 10 gennaio 2007 - La strage di Ustica si chiude senza
nessun colpevole con l'assoluzione definitiva con formula piena per i generali
Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, processati per alto tradimento nell'ambito
del disastro avvenuto il 27 giugno dell'80 che costò 81 morti.
È il risultato della decisione della prima sezione penale
della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura
generale, rigettando anche il ricorso presentato dal governo. Con la bocciatura
dei ricorsi, dunque, dopo 27 anni si chiude il processo penale della strage di
Ustica e si toglie la possibilità ai famigliari delle vittime di poter
chiedere, in sede civile il risarcimento dei danni morali.
Resta così confermata la sentenza della Corte d'Appello di
Roma del 15 dicembre 2005 che aveva assolto con la formula «perché il fatto non
sussiste» i due alti ufficiali dell'Aeronautica dall'accusa di alto tradimento
in relazione a presunti depistaggi delle indagini relative alla tragedia di
Ustica. Al cambiamento della formula puntava invece la Procura generale e anche
il governo difeso dall'Avvocatura dello Stato che chiedevano di modificare la
formula perché il fatto non sussiste con un perché il fatto non è più previsto
dalla legge come reato.
La prima sezione penale presieduta da Torquato Gemelli ha
invece optato per lasciare l'assoluzione piena e definitiva ai generali,
precludendo in questo modo la possibilità per i famigliari delle vittime di
chiedere almeno un risarcimento morale.
«È la fine di un incubo. Finalmente la mia onestà è stata
riconosciuta definitivamente». Sono le prime parole con le quali il gen. Franco
Ferri, assolto definitivamente oggi dalla Cassazione e dall'accusa di alto
tradimento in relazione alla tragedia di Ustica, ha accolto la decisione di
piazza Cavour. Secondo il suo difensore Enzo Musco questa sentenza dimostra
che, «I generali finalmente hanno trovato il loro giudice a Berlino. In questo
modo si chiudono tutte le manovre politiche».
"Non mi aspettavo nulla, e così è stato". Daria
Bonfietti, presidente dell'Associazione che riunisce i familiari delle vittime
della strage di Ustica, commenta così a caldo la pronuncia della Suprema Corte
che, chiudendo la vicenda giudiziaria sul disastro aereo in cui persero la vita
81 persone, non lascia speranza a un ricorso delle parti civili per ottenere il
risarcimento del danno.
"E' ben evidente che non ci si poteva aspettare dalla
magistratura tutta la verità sulla vicenda di Ustica dopo 27 anni. Un grosso
lavoro è stato fatto nel 1999 dal giudice Priore - aggiunge Bonfietti,
commentando la sentenza della Cassazione - quando dopo 19 anni di istruttoria
fu ricostruito nel dettaglio quanto avvenne quella notte". Dopo questa
sentenza, prosegue Bonfietti, "il problema resta politico e di dignità
nazionale".
Una forma di risarcimento ai familiari delle vittime di
Ustica è prevista dall' ultima legge finanziaria. Questa, infatti, estende i
risarcimenti alle ''vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice''
previsti dalla legge n. 206 del 2004, anche ''ai familiari delle vittime del
disastro di Ustica del 1980, nonché ai familiari delle vittime e ai superstiti
della cosiddetta banda della Uno Bianca''.''Ai beneficiari - si legge
all'articolo 1270 della Finanziaria - vanno compensate le somme già
percepite''.