XXV ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI USTICA, IL DISCORSO DEL SINDACO SERGIO COFFERATI



Bologna, 27/06/2005



Nel giorno del XXV anniversario della strage di Ustica, il Sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha incontrato in Sala Rossa l'Associazione Parenti delle Vittime.


Di seguito l'intervento del Sindaco.



"Benvenuti in questa sala del Palazzo Comunale di Bologna. Ringrazio le autorità militari e civili presenti, e le istituzioni che sono qui rappresentate. Sono passati venticinque anni, venticinque lunghissimi anni, nei quali voi, con la vostra associazione, vi siete a lungo battuti perché venisse acclarata la verità, perché ci fosse giustizia e perché venissero individuate le responsabilità di quel tragico accadimento che vi ha privato di tanti affetti. La tragedia di Ustica, anche se si è consumata nel mare della Sicilia, lontano da qui, è una delle ferite dolorose inferte alla comunità bolognese. Si è accostata nel tempo ad altri terribili avvenimenti che hanno colpito le donne e gli uomini di questa città, avvenimenti che non hanno sempre trovato l'adeguata e necessaria azione di chiarimento delle responsabilità. Rimangono zone oscure su molti di quei fatti terribili, che portarono alla morte di tante persone innocenti, come è stato nel caso dell'abbattimento di quel Dc9 nel cielo di Ustica. E' stata quella una pagina oscura e inquietante. Soltanto la vostra determinazione, e certo anche l'aiuto delle istituzioni, ha consentito che si arrivasse progressivamente, con tantissima fatica, a giungere a una verità giudiziaria. Sono stati acquisiti, di volta in volta, elementi di conoscenza che, accostati, hanno permesso ai magistrati di individuare responsabilità che erano rimaste per lunghissimo tempo nascoste, occultate.

Quest'azione volta alla verità è meritoria, importante, è un'azione che ha consentito di dare a voi un primo riferimento positivo, di ristabilire anche credibilità nella giustizia. E' importante che tutti insieme, anche in questa giornata, si consideri quel che è stato come un primo approdo, molto importante ma non esaustivo. La verità storica è nelle menti di tutti, nel sentire comune. Oramai è chiaro quel che è successo. Ed è altrettanto chiaro quel che è capitato: l'abbattimento di quell'aereo in uno scontro tipico dei momenti di conflitto della guerra, con una guerra mai dichiarata. E' chiaro che quello che è successo ha bisogno di ulteriori elementi di conoscenza per dare sostanza alla verità storica e per chiudere, speriamo definitivamente, questa difficile e dolorosissima pagina della storia nazionale.

Raggiungere dunque la completa verità storica è quel che serve ancora, e bisogna farlo agendo attraverso i canali della politica e delle istituzioni. Per questo è importante che le istituzioni qui rappresentate siano insieme a voi, non semplicemente per dirvi della loro solidarietà e del loro affetto, cosa che immagino già conoscete, ma per ripetervi che insieme a voi continueranno nell'azione di pressione, di necessaria azione politica e istituzionale perché oramai le nazioni europee e quelle extraeuropee che sanno, aprano i loro archivi e dicano ai magistrati ciò che è stato fin qui tenuto nascosto. Non ci sono più, credo, ragioni che possono rinviare nel tempo il necessario completamento del quadro che ha portato al drammatico abbattimento dell'aereo e alla morte di tante persone innocenti.

La comunità bolognese renderà stabile il ricordo, un luogo dell'esercizio della memoria, con il museo che è stato deciso e che, come sapete, siamo impegnati a completare. E' molto importante avere un luogo fisico che ricorda quel che è stato a noi e a tutti coloro che non vogliono dimenticare. E' ciò che serve fare per portare a definitiva conclusione questo lunghissimo, doloroso e qualche volta straziante percorso verso la verità. Ed è importante che si ricordi, così come facciamo oggi incontrandoci, anche attraverso le tante iniziative che vi hanno coinvolti
in altre parti del Paese. Sono iniziative che hanno come fondamento il rapporto con le istituzioni, con la politica, ma anche con la cultura.

Avere utilizzato le attività culturali per dare continuità alla memoria si è rivelata scelta non soltanto efficace ma giusta. Perché anche da fatti dolorosi e terribili come quello che ricordiamo oggi, può nascere, attraverso la fantasia e la capacità creativa delle persone, un momento di
riflessione che guarda al futuro, che apre alla speranza, come è stato per tantissimi degli autori che si sono misurati nel corso di questi anni e come sarà ancora questa sera. Pensare alla morte per guardare alla vita è necessario sempre in queste circostanze, perché è la vita che ci dà la
possibilità di completare il percorso verso la verità, è la vita che dà, attraverso la solidarietà, l'affetto che una comunità deve a persone come voi, che sono state così duramente e pesantemente colpite. Per queste ragioni sono contento che la città di Bologna torni a dimostrarvi
concretamente l'attenzione che ha per voi attraverso le sue istituzioni, l'amministrazione comunale, provinciale e regionale. Non è un'attenzione strumentale, così come non è mai stato strumentale il nostro affetto. E' un'attenzione vera, viva. Quando vi sentirete appagati, perché la verità sarà stata completamente messa davanti agli occhi di tutti, anche noi avremo chiuso una delle nostre terribili ferite, quelle che stanno alle nostre spalle ma che ancora non si sono rimarginate. Grazie per essere qui, a nome mio e a nome delle altre istituzioni. Considerate le parole che vi ho detto come la riconferma del nostro impegno, l'impegno delle istituzioni, perché il rapporto tra di noi non venga mai a cessare nel futuro, ma auspicabilmente sia confermato in un quadro nel quale la verità sarà stata per intero acclarata".